Uomini e formiche

Siamo già un superorganismo?

3,95 miliardi di persone nel mondo usano uno smartphone connesso a Internet. Considerata una popolazione mondiale di circa 7.9 miliardi (neonati compresi), oltre una persona su due nel mondo è connessa tramite un dispositivo individuale che porta quasi sempre con sé.

In questo momento, quindi, la maggioranza delle persone attive è connessa agli altri in modo praticamente costante, in maniera molto rapida e efficace, come mai era accaduto nella storia. Un’altra specie ha già per natura queste caratteristiche di iper connessione con gli altri: le formiche.

In questa foto formiche rosse creano un ponte con i loro corpi sul quale altri membri della colonia potranno poi transitare

Le formiche comunicano tra loro i modo rapidissimo, efficace e costante. Loro lo fanno tramite ghiandole che emettono feromoni, noi lo facciamo tramite queste ghiandole artificiali delle quali abbiamo deciso di dotarci, che chiamiamo Smartphone. Cosa comporta questa connessione?

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Forse è non averti preso

tra le braccia al primo

salto oppure è stato solo

ritornare dopo un giorno

(dopo un secolo) a vederti 

finalmente. Ma comprendo:

mentre nuoto in questo 

mare, non lo vedo.

Ecco

Ecco, è come

questo abbraccio che sa farsi alternativa:

tutto langue. Si ripete come deve,

come è solo per noi due che si prolunga

questa estate. Si propende come fiamma

dell’incendio più ostinato e resistente…

Che bruciare ci fa belli, ci riduce a un corpo solo.

Questo l’occhio lo capisce, ma non conta:

conti tu

che porti in grembo la mia mano. 

Mi riponi nel tuo ventre,

questo vale.

Ti guardavo

Ti guardavo e mi guardavi 

generando un fermatempo

ricorrente finivamo a fare tardi 

(frega niente) quel vederci ci bastava

le tue dita con gli anelli nelle scarpe 

quello conta mi dicevo 

quello conta veramente

quello ferma pure l’asse della Terra 

e l’orologio (che non porto) carezzavi 

con la bocca la mia guancia 

mi dicevi che ne sanno tutti gli altri 

di noi due che li guardiamo tribolare 

come termiti smarrite? 

Siamo scesi alla fermata che si chiama Meraviglia 

non c’è storia: certe volte l’Universo 

sta sul palmo di una mano e si riposa 

finalmente.

Figlio

Eri un chicco di riso,

un pugno di sabbia,

poi la spuma di una barca in mezzo al mare.

Mi preparo per vederti

governare sul tuo regno

prima che tramonti il sole.

Niente

Delle cose che noi siamo

percepisco la sostanza,

la ragione della piena voluttà.

Ho tirato tutti gli assi

della mano riprovando

l’arsenale di armi spurie,

di palesi strategie…

Dimmi, Lesbia, c’è qualcosa

tra le carte preparate?

Certo, niente. 

Perdonami

Potrei fare ben di più, potrei forse

approssimarmi vagamente ad una certa

perfezione, perlomeno a qualche cosa

che somiglia. Potrei mettermi d’impegno

ma non voglio: perderei le debolezze,

questi vizi, e poi l’amico

che oggi sono di me stesso.

La mia salita

Ogni tanto ho quest’idea di farmi forza

per risolvere trovando un po’ di slancio.

Me lo dico con precisa convinzione:

la questione? Mera lotta di potere tra fazioni:

l’amor proprio

[tutto il bene che dovrei volermi sempre]

col suo doppio speculare che s’acquatta

nel ricordo del bambino che si annoia, 

pensa troppo e troppo forte. Provo l’ego 

che si è fatto barricata di certezze 

puntellate con il dialogo interiore. 

Faccio ammenda. Devo farcela per forza.

Gambe in spalla e pedalare. 

Ti volevo

Parlavamo di ragioni,

delle onte perpetrate con il piombo,

con la calce, sullo spirito bambino.

Mi tenevi con dolcezza,

qualche volta sorridendo

con lo sguardo. Ti volevo

come vogliono l’approdo i marinai

dopo giorni di tempesta.

La vita, l’Universo, l’Internet e tutto quanto.

E se l’universo avesse coscienza?

Secondo il panpsichismo la coscienza è inerente anche ai più piccoli pezzi di materia – un’idea che suggerisce che i mattoni fondamentali della realtà hanno un’esperienza cosciente. Fondamentalmente, implica che la coscienza possa essere trovata in tutto l’universo.


Introduzione di un articolo reperibile su Reccom Magazine, all’indirizzo https://www.reccom.org/e-se-luniverso-avesse-coscienza/


Secondo questa teoria, chiamata “Panpsichismo” , il punto non è stabilire cosa è cosciente e cosa non lo è. Poiché ogni cosa è composta da connessioni di particelle e quindi ha una certa quantità di coscienza ( definita come “Phi” ), il punto sarebbe semplicemente quanto una cosa è cosciente.

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