Parresia

Ho ritrovato questa cosa qui, che avevo scritto anni fa.

“Parresia”

Parresìa è una parola greca e, come accade per la maggior parte dei termini del greco antico, non è facile rendere in italiano la complessità del significato.
In un certo senso si potrebbe tradurre con “dirla tutta, parlare senza peli sulla lingua”, ma resta comunque una definizione limitativa. E’ parresia il lasciar scorrere fuori esattamente ciò che si ha dentro, senza calcoli di convenienza o di interesse personale; è parresia il dire la verità, non mentire, non adattare le proprie opinioni all’occorenza, ma esprimerle con forza e dignità, senza alcun timore.
Come evidenziava benissimo Umberto Galimberti un un vecchio articolo per Repubblica, la radice di Parresia si è persa nei secoli, e questo è un segnale evidente della direzione intrapresa dalla cultura occidentale. Così, mentre è andata smarrita la parresia, ovvero il parlare schietto, anche in presenza di potenti e senza temere le conseguenze, il suo contrario, cioè la frenesia ( phronesis ), ovvero la furbizia, l’arrabattarsi in sistemi e strategie per ingannare il prossimo, ha mietuto secoli di successi fino a giungere ad idendificare perfettamente l’essenza della nostra società. Una società frenetica , tribolante e ansiosa, dove “parresia” è un termiene sconosciuto ai più , così come lo è la pratica della virtù corrispondente.

Video killed the radio star

Da tempo non guardo più la televisione. Mi fa paura. E’ un medium diabolico che ti propina roba insulsa per venderti cose ancora più insulse. L’impatto della televisione sulla società è devastante: appiattimento del pensiero, sottomissione al marketing, livellamento del gusto, distruzione del pensiero attivo in favore del meta-pensiero passivo.
In televisione appaiono persone, si vede gente come noi, con braccia e gambe, occhi, capelli (non tutti) , lingua, denti, saliva, umori vari e gas intestinali annessi. Eppure essi appaiono come aliene esistenze di perfezione prive delle umane bassezze. Bisogna sempre ricordarsi che non è così: nessuno sfugge alla poca eleganza del genere umano. Siamo primati, scimmie, scimpanzé ben cresciuti e leggermente più longilinei (non tutti).
La televisione sta lì a negare l’umana infima natura come un pluriomicida che nega l’evidenza. In più, il diabolico contenitore fa tutto questo per un solo motivo: farti credere che sarai salvato dalla tua immonda natura solo se comprerai il prodotto dello sponsor che ha gentilmente offerto tutto il teatrino. Continua a leggere “Video killed the radio star”

Della mia condizione mentale

Poichè tenere un blog personale è notoriamente una cosa da sfigati schizofrenici, se non scrivo niente non c’è da preoccuparsi: vuol dire che sto meglio.
Ho decisamente un equilibrio migliore del solito, e questo mi porta a sperimentare esperienze nuove. Ieri una persona mi ha insultato come un cane e non ho nemmeno capito bene il perchè. Poi, quando ha finito, mi sono sentito lusingato per via di tutta quella attenzione verso la mia persona.
Ok, ammetto di non essere ancora guarito. Riprenderò a scrivere al più presto.

p.s. – Piace la nuova testata del blog?

Quello che sono stato

Sono stato ingenuo, e sono stato scaltro.
Sono stato coraggioso, e pavido, e vigliacco.
Sono stato grasso, e anche molto magro.
Sono stato piacevole, ma spesso insopportabile.
Sono stato serissimo, e sciocco contemporaneamente.
Sono stato un buon amico, e stronzo come pochi.
Sono stato un ottimo amante, e anche un disastro.
Sono stato lucidissimo, e totalmente rincoglionito.
Sono stato affidabile, ed estremamante rischioso.
Sono stato oculato, ma ho sperperato fortune.
Sono stato attento alla salute, e atrocemente autolesionista.
Sono stato buono, e cattivissimo.
Sono stato un duro, e una pappamolla.
Sono stato geniale, ma anche ritardato.
Sono stato eccezionale, e molte volte mediocre.
Sono stato estroverso, e totalmente chiuso in me stesso.
Sono stato simpatico, e irritante.
Sono stato l’immagine della vita ma ho avuto la morte in faccia.
Sono stato calmissimo, ma anche terribilmente nervoso.
Sono stato un uomo, ed una bestia.
Sono stato troppe cose e troppe persone. Ho perso il conto. Potrei anche sopportare l’idea, se almeno la smettessero di litigare tutto il giorno tra loro.

Io sono del partito dell’odio

Odio le falsità.
Odio chi recita per ottenere la benevolenza altrui.
Odio chi è avido, di soldi e di potere.
Odio chi usa i soldi e il potere derivanti dalla sua avidità per ottenere altri soldi e altro potere.
Odio chi si ama troppo.
Odio chi usa le persone.
Odio chi è incapace di empatia.
Odio l’ipocrisia più di ogni altra cosa.
Odio chi non accetta i segni dell’età.
Odio chi si costruisce un’immagine.
Odio le immagini costruite.
Odio chi vede tutto come qualcosa da mettere a frutto.
Odio chi si sente superiore.
Odio chi crede che Dio abbia concesso il mondo all’uomo.
Odio chi crede di essere quell’uomo al quale Dio ha concesso il mondo.
Odio chi considera il suo bene più importante del bene comune, non capendo che le due cose sono interdipendenti.
Odio chi dice di non odiare mai.
Odio chi parla di amore senza averne titolo.
Odio le certezze assolute.
Odio gli assassini. Soprattutto quelli che non sanno di esserlo.
Odio chi fa patti con gli assassini, sostenendo poi di non esserlo a sua volta.
Odio le scarpe troppo lucide.
Odio i drogati di testosterone.
Odio gli stolti, perchè non ammettono a sè stessi di essere dotati di tutto il necessario per non esserlo.
Odio chi segue un capo perchè da solo ha paura di perdersi.
Odio l’amore per il Capo.
Odio l’amore del Capo, perchè se davvero amasse, sarebbe un compagno, non un capo.
Odio il Capo, ma solo perchè lui, in fondo, odia me.