Perchè?

Di nuovo un blog. Non ho mai riposto alcuna fiducia nel blogging come strumento di diffusione delle opinioni e delle informazioni. Il solipsismo (che sfiora l’onanismo intellettuale) del diario personale online è nauseante, puro distillato di decadenza post-industriale.

Ok, non è la prima volta che cado in tentazione, insomma, ci risiamo. Ma stavolta, forse,  è un po’ diverso: questa volta ho semplicemente sentito il bisogno di un posto qualunque dove mettere nero su bianco quello che preme per uscire. Del fatto che qualcuno legga i miei vaneggiamenti o magari li commenti pure non mi importa veramente granchè. Andrebbe benissimo anche se non li leggesse proprio nessuno.

Ho bisogno di un luogo di sfogo non impegnativo per la mia grafomania compulsiva. E soprattutto ho bisogno di autoanalisi, o meglio, avrei bisogno di psicanalisi vera e propria,  ma quella costa soldi, tempo e un minimo di coraggio e determinazione per cominciare. Così, vigliaccamente, tenterò questo ripiego sull’autoanalisi delle mie nevrosi mediante la parola scritta.

Un post al giorno, lavoro, figli, moglie e tutti gli altri casini connessi permettendo. Se un giorno non posterò nulla, vedrò di postare doppio il giorno dopo, o triplo il giorno dopo ancora. Non è un impegno, è solo una di quelle cose che si dicono per dare un senso alle cose. Non so proprio se avrò la costanza.

Domanda scema del cretino di turno: perchè non usare Twitter che è molto più trendy di un blog?

Semplice, perchè questo Twit, questo cinguettìo starnazzante e incessante che sta conoscendo un improvviso successo globale mi ricorda tremendamente l’ocoparlare immaginato da Orwell in 1984. Twitter puoi usarlo benissimo senza connettere il cervello alle mani che scrivono.

Comunque, in questo momento penso che, prima di connettere davvero il mio cervello a quello di qualcun’altro instaurando un qualche tipo di rapporto, avrei bisogno di mettere un po’ di ordine nella stanza. Ci sto provando. Forse.

Paul Olden
(pseudonimo)

Una risposta a “Perchè?

  1. sertofano

    Bellissima Intro. Ho quasi paura di rovinarti la pagina. Puoi e spero tu lo faccia, cancellare questo messaggio quando lo avrai letto. Quello che è evidente è che scrivi molto bene ( e io adoro scrivere e leggere) , a mente e cuore aperto, queste righe pullulano di realtà, di vero e di graffiante. E concordo soprattutto sul perchè fare un blog. Lo si chiama così ma non è questo, lo definirei un diario on line, almeno nei miei casi. Anche io come te non sono interessata a farlo commentare o vedere a qualcuno, ma qualcuno che a me è affine può per un attimo fermarsi e sentirsi parte di un qualcosa, utilizzo i miei blog per ragioni diverse fra loro, ma il motivo principe è che è molto bello scrivere qualcosa che abbia un senso, un emozione che si vive, o anche segretamente quello che ci portiamo dentro. Ogni tanto mi perdo nelle vite degli altri, non commento o comunque è molto difficile che lo faccia, ma per certo è bello leggere qualcosa in più del twitter, hi5, facebook ( che utilizzo per promuovere altre cose ). Poi è bello vedere un impostazione grafica che rispecchia in qualche modo il gusto della persona e crearlo come si vuole, a me riporta all’adolescenza…. mi fa sentire intima e attenta a quello che mi succede, e forse intimamente di condividerlo silenziosamente con chi per caso è incappato sulle mie righe.
    Un saluto. K

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