febbraio 9, 2010

Cronache dalla fine del mondo /4

Lettera ad un figlio immaginario

Questa lettera è stata trovata a lato del letto di morte di Jonathan Bishop, in Western Avenue 10, ad Albany, stato di New York, il 6 febbraio del 2056.
Jonathan Bishop era un uomo riservato. Nessuno, neppure i suoi vicini di casa, sapeva cosa facesse esattamente per vivere. Passava molte ore in casa, nel silenzio più assoluto, usciva solo per fare la spesa e – molto di rado – per andare dal barbiere a dare una sistemata ai capelli. Non sembrava avere problemi economici. Non era sposato. Non era mai stato visto in compagnia di donne. Non aveva figli.
Questa lettera è il suo testamento, scritto in favore di un figlio che non ha mai avuto. Continua a leggere →

febbraio 8, 2010

Paranormal Activity lava più bianco

Paranormal Activity: massima attività contro le macchie di sugo della tua maglietta preferita

Ho visto Paranormal Activity e mi ha ricordato lo squallido iper-realismo delle pubblicità dei detersivi. Speriamo non diventi una tendenza.
Oltretutto è appena uscito ed è già datato. Quando il protagonista, che per vivere fa il trader,  mostra alla ragazza la sua nuova telecamera professionale, lei gli chiede quanto l’ha pagata. Lui risponde “Circa metà di quello che ho guadagnato oggi”.
Prima della crisi i giovani trader guadagnavano talmente tanto che il loro cervello iniziava a sbandare clamorosamente, fino al punto di credere di vedere entità sovrannaturali aggirarsi per la casa. Sarà stata una materializzazione del senso di colpa?
Comunque, il film è guardabile, più che altro perchè la protagonista femminile ha una faccia simpaticissima. Però non è il caso di andare al cinema: si può benissimo vedere in streaming abusivo su megavideo, perchè l’investimento (di appena 15.000 dollari! ) è già stato così ampiamente ripagato che voglio vedere se l’autore si mette pure a lamentarsi per il mancato incasso.

febbraio 5, 2010

Sono talmente incazzato che non mi viene nemmeno un titolo

Il Paese è allo sfascio, e i politici esternano sul caso Morgan. La produzione scappa a gambe levate. Ci convertiremo nei servizi, si dice. Ma sappiamo tutti benissimo che, quanto a servizi, l’Italia ha sempre fatto schifo al cazzo.
E poi, servizi a chi? A cosa? Se la produzione non c’è più, da dove viene il denaro per far girare questo grande business di servizi? Piove?
Diceva L’Avvocato Agnelli che, da che mondo e mondo, la vera ricchezza si fa sempre in fabbrica alle sei del mattino. Oggi Marchionne precisa che sì, è proprio così, però in Brasile, in Polonia, in Cina e in altri posti. Non qui! Nemmeno se lo pagano. Forse nemmeno se gli stipendi li pagasse lo Stato. Nemmeno per sogno. Via a gambe levate. Continua a leggere →

febbraio 2, 2010

Debugging

L’eterna insoddisfazione umana è il motore della storia. E’ stata la molla scatenante per ottime scoperte e invenzioni, ed è stata alla base delle peggiori nefandezze, come guerre, delitti, stupri, depredazioni e saccheggi. Quando abbiamo iniziato a sentirci così perennemente insoddisfatti, sempre alla ricerca di qualcosa che va oltre il nostro quotidiano? Continua a leggere →

gennaio 31, 2010

La legge di Peter

I creativi che hanno ideato la nuova campagna “Be Stupid” della Diesel sono sicuramente molto furbi, ma è evidente che non hanno alcuna cultura riguardo al serissimo problema della stupidità umana. Continua a leggere →

gennaio 29, 2010

Se fossi poeta scriverei poesie/2

A Giorgia

Ti guardo dormire
La fronte all’infinito
Quasi niente alle spalle
Niente è più celestiale del sonno dei bambini.

***

L’uomo invincibile

Ancora un sogno nuovo
Scritto nel cielo metallico
Sapevi convincere anche il sole

Gelida mano, vigliacca!
Poteva strapparti l’anima
Lasciando il corpo ai vermi

Invece ha preferito sfiorarti
Stendendo un velo di nebbia
Assoldando la tua immagine per spaventarti.

***

Il primo Spinoziano che dice che sembrano quelle di Bondi, giuro che gli stacco un orecchio a morsi.
E comunque, ce ne sono altre qui.

gennaio 28, 2010

L’inutile iPad

Steve Jobs (con la morte in faccia per via della malattia al fegato) con l'Ipad

Apple ha presentato l’iPad. Si tratta di un dispositivo portatile pensato soprattutto per scaricare e leggere libri e giornali. I fan italiani della mela morsicata l’hanno bollato subito come inutile. In effetti, in un Paese dove si legge pochissimo e si guarda ancora moltissima televisione generalista è ben difficile che questo aggeggio abbia una penetrazione importante nel mercato.
Tuttavia, qui in Italia questo pc-non-pc sarebbe una buona idea per tutte quelle persone che usano il computer solo per navigare in Internet e mandare e-mail. Ne conosco sempre di più: sono pensionati, madri di famiglia indaffarate, uomini di mezza età allergici alla tecnologia. Tutta gente che vedo litigare quotidianamente con i loro portatili Windows, che hanno potenze strabilianti, centinaia di programmi e miliardi di funzioni, e poi si piantano mentre guardi le previsioni del tempo. Per loro l’iPad andrebbe benissimo, ma non lo compreranno, almeno finchè i geek de noantri continueranno a sostenere che per navigare sul web hai bisogno di un processore a 3GHz, 5 gigabyte di RAM e 1 terabyte di hard disk.

p.s. – Personalmente non ho mai avuto problemi a leggere anche un intero romanzo sullo schermo del pc. In questi giorni sto leggendo questo.

gennaio 26, 2010

La ventesima email, l’ennesimo adepto

Chissà se quelli di Nazione Indiana si sono accorti di aver pubblicato un articolo che ruota tutto intorno ad un tipico ragionamento di matrice berlusconiana.
Cito la chiusa finale del pezzo, firmato da Piero Sorrentino:

E penso che mi spiace che sia stato condannato a sei anni di galera, perché secondo me Federico Focherini è un uomo innocente che non ha commesso il reato per cui è stato condannato, perché penso che Focherini in passato abbia fatto un sacco di cazzate a scapito della sua salute per arrivare a certi risultati, ma penso anche che non si possano infliggere sei anni di carcere a un uomo per condannare uno stile di vita che non ci piace. Continua a leggere →

gennaio 24, 2010

In fondo Avatar vale il prezzo del biglietto

In fondo "Avatar" vale il prezzo del biglietto

Quanti di noi sono persone assai peggiori del proprio alter-ego virtuale?