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All’orizzonte timide schiarite

Quello che ci rende felici non è ciò che possediamo ma la consapevolezza di averlo meritato.

Mi pare una buona massima, adeguata ad impostarci sopra una vita intera. Credo davvero a quello che ho scritto, e da uno che pensa e scrive cose piuttosto sagge, ci si aspetta coerenza. E invece niente. Nessuna coerenza,  solo caos informe.

Cerca di essere semplicemente te stesso, dicono tutti. Questa frase è la regina assoluta dei luoghi comuni!
Ok, sarò d’ora in poi sarò semplicemente me stesso. Va bene, ma quale me stesso? Quello serio? Quello cretino? Quello che ha ben presenti le proprie responsabilità. Il cazzone svampito? Il dotto? L’ignorante? L’onesto? Il bugiardo? Il buono? Il terribile? L’uomo? La larva?
Non c’è niente da fare, non posso decidermi. Non ho intenzione di scegliere, e poi non so da che parte cominciare. Forse inizio a capire che quello che potrei definire me stesso è semplicemente la somma di una quantità di stati psicologici diversi e contrastanti. Forse me stesso non esiste perchè il mio io è un grosso universo di instabilità governato da forze incontrollabili.

“Mi contraddico? Ebbene sì, mi contraddico. Sono vasto, contengo moltitudini”

Ok, Walt Whitman, è stato più molto più bravo di me a sintetizzare.

p.s. – Si impara sempre qualcosa di nuovo. I risultati in sequenza temporale di Google io non li avevo mai visti.

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