Gigi – esercizio di scrittura creativa

Gigi ha trentatrè anni. E’ un bambino di centonovantasei centimetri per centocinquanta chili che ti guarda dall’alto con gli occhi gialloneri, mentre gli angoli della bocca formano un accenno di sorriso. Forse.
Gigi ha i jeans che scivolano sempre sotto al culo. Non è urban style: è la pancia.
Gigi non si taglia i capelli da una vita: un gigante pallido con i capelli di una donna Sioux.
Il bisonte bianco ansima sempre prima di parlare: gonfia il petto, sembra sul punto di eruttare. Dice: «se hai un motorino possiamo fare qualche scippo.»
«Gigi, lo sai, gli scippi non li possiamo fare, ti riconoscono tutti.» Allora trascina i piedi più in là. Ansima. Sputa. «Faccio da solo, ciao.»
Cala il passamontagna sui capelli sioux. Entra dal tabaccaio con le mani piantate in tasca, estrae il coltellino che si perde nella manona. «Dammi cento euro. Per favore.»
«Dai, Gigi, smettila, che non è giornata. Quella povera donna di tua madre prima o poi la farai morire.»
«E vaffanculo, scusa.» dice.
Ansima, mostra al tabaccaio la montagna della schiena ed esce trascinando il suo quintale e mezzo nell’aria della sera.

Altai? Ahi Ahi!

Da fan sfegatato dei Wu Ming, ero così elettrizzato per l’uscita di Altai che prima di affrontarlo mi sono riletto le seicento e passa pagine di “Q.” , così, solo per rientrare nell’atmosfera. (e devo dire che l’ho apprezzato ancor più della prima volta).
Sarà che a quel punto, quando ho inizato a leggere Altai, ero troppo pieno di aspettative. Sarà. Però la verità è che questa nuova opera del collettivo di scrittori più famoso d’Italia (ammesso che ne esistano altri) un po’ mi ha deluso. Continua a leggere “Altai? Ahi Ahi!”

Cronache dalla fine del mondo /4

Lettera ad un figlio immaginario

Questa lettera è stata trovata a lato del letto di morte di Jonathan Bishop, in Western Avenue 10, ad Albany, stato di New York, il 6 febbraio del 2056.
Jonathan Bishop era un uomo riservato. Nessuno, neppure i suoi vicini di casa, sapeva cosa facesse esattamente per vivere. Passava molte ore in casa, nel silenzio più assoluto, usciva solo per fare la spesa e – molto di rado – per andare dal barbiere a dare una sistemata ai capelli. Non sembrava avere problemi economici. Non era sposato. Non era mai stato visto in compagnia di donne. Non aveva figli.
Questa lettera è il suo testamento, scritto in favore di un figlio che non ha mai avuto. Continua a leggere “Cronache dalla fine del mondo /4”

Cronache dalla fine del mondo /3 – Lo sguardo del mago

Lo stronzo astioso arrivò davanti alla pizzeria e fermò la macchina di punta, dritta contro la porta d’ingresso. Guardando dritto avanti a sè, come in una trance scaturita dall’odio, fece rombare tre volte il motore. Poi fece scendere la moglie, o compagna che fosse.
Lo stronzo fece una rapida retromarcia, poi una manovra, poi un’altra manovra, e ripartì a razzo, circumnavigando la pizzeria. Si ritrovò di nuovo davanti alla porta d’ingresso, ma stavolta messo di fianco. Sgasò ancora. E ancora. Continua a leggere “Cronache dalla fine del mondo /3 – Lo sguardo del mago”

Cronache dalla fine del mondo/2 – Il miracolo di Christo

Mentre il Presidente attraversava un quartiere desolato e grigio per imboccare il grande viale alberato che portava al Palazzo del Governo, il sole filtrava a stento attraverso i finestrini scuri, lasciando presagire che i suoi raggi non avrebbero riscaldato più di tanto quella chiara mattina di gennaio.
Il Palazzo del Governo Aziendale era una costruzione nuova, costruita per necessità pratiche piuttosto che per rappresentanza. L’architetto incaricato, l’osannato Otelo Musvidas (nome d’arte), l’aveva immaginato imponente, largo più della sua altezza, l’immagine stessa della stabilità e della permanenza eterna. Era, in pratica, una piramide a gradoni che ricordava vagamente un tempio Incas, schiacciata a terra, ma allo stesso tempo proiettata verso il cielo grazie alle otto altissime guglie di cristallo poste agli angoli, sulle quali svettavano i drappi rossi con banda grigia al centro. Continua a leggere “Cronache dalla fine del mondo/2 – Il miracolo di Christo”