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Altai? Ahi Ahi!

Da fan sfegatato dei Wu Ming, ero così elettrizzato per l’uscita di Altai che prima di affrontarlo mi sono riletto le seicento e passa pagine di “Q.” , così, solo per rientrare nell’atmosfera. (e devo dire che l’ho apprezzato ancor più della prima volta).
Sarà che a quel punto, quando ho inizato a leggere Altai, ero troppo pieno di aspettative. Sarà. Però la verità è che questa nuova opera del collettivo di scrittori più famoso d’Italia (ammesso che ne esistano altri) un po’ mi ha deluso. Continua a leggere

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Cronache dalla fine del mondo /4

Lettera ad un figlio immaginario

Questa lettera è stata trovata a lato del letto di morte di Jonathan Bishop, in Western Avenue 10, ad Albany, stato di New York, il 6 febbraio del 2056.
Jonathan Bishop era un uomo riservato. Nessuno, neppure i suoi vicini di casa, sapeva cosa facesse esattamente per vivere. Passava molte ore in casa, nel silenzio più assoluto, usciva solo per fare la spesa e – molto di rado – per andare dal barbiere a dare una sistemata ai capelli. Non sembrava avere problemi economici. Non era sposato. Non era mai stato visto in compagnia di donne. Non aveva figli.
Questa lettera è il suo testamento, scritto in favore di un figlio che non ha mai avuto. Continua a leggere

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La legge di Peter

I creativi che hanno ideato la nuova campagna “Be Stupid” della Diesel sono sicuramente molto furbi, ma è evidente che non hanno alcuna cultura riguardo al serissimo problema della stupidità umana. Continua a leggere

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Cronache dalla fine del mondo /3 – Lo sguardo del mago

Lo stronzo astioso arrivò davanti alla pizzeria e fermò la macchina di punta, dritta contro la porta d’ingresso. Guardando dritto avanti a sè, come in una trance scaturita dall’odio, fece rombare tre volte il motore. Poi fece scendere la moglie, o compagna che fosse.
Lo stronzo fece una rapida retromarcia, poi una manovra, poi un’altra manovra, e ripartì a razzo, circumnavigando la pizzeria. Si ritrovò di nuovo davanti alla porta d’ingresso, ma stavolta messo di fianco. Sgasò ancora. E ancora. Continua a leggere

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Cronache dalla fine del mondo/2 – Il miracolo di Christo

Mentre il Presidente attraversava un quartiere desolato e grigio per imboccare il grande viale alberato che portava al Palazzo del Governo, il sole filtrava a stento attraverso i finestrini scuri, lasciando presagire che i suoi raggi non avrebbero riscaldato più di tanto quella chiara mattina di gennaio.
Il Palazzo del Governo Aziendale era una costruzione nuova, costruita per necessità pratiche piuttosto che per rappresentanza. L’architetto incaricato, l’osannato Otelo Musvidas (nome d’arte), l’aveva immaginato imponente, largo più della sua altezza, l’immagine stessa della stabilità e della permanenza eterna. Era, in pratica, una piramide a gradoni che ricordava vagamente un tempio Incas, schiacciata a terra, ma allo stesso tempo proiettata verso il cielo grazie alle otto altissime guglie di cristallo poste agli angoli, sulle quali svettavano i drappi rossi con banda grigia al centro. Continua a leggere

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Letture fondamentali: Sex and Salerno

Una lettura fondamentale che mi ero colpevolmente perso. Oggi ho rimediato con sommo godimento.

Sex And Salerno (pdf) – di Amlo – Aggratis!


edit: e intanto mi ero perso anche questo.


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Magra consolazione

Meno male che c’è qualcuno che si sente esattamente come mi sento io.

Poiché per me la sua luce è terribile e la sua bellezza immortale mi estenua, dove sto, Italia, è un luogo che ho disimparato ad amare. Cieco tra ciechi mi muovo come le immagini note agli scrittori, e che ormai mi sfiancano: un felino in attesa dell’assalto, proprio o dell’animale avversario; una talpa che rientra con cautela nel terriccio smosso e umido della tana, sporgendo il muso nero e lucido; una blatta inconsapevole che percorre il cono d’ombra proiettato dalla suola di scarpa che grava da sopra, prima dello schiacciamento, del luccichio finale dell’esoderma. Sono un mammifero esausto nella luce terribile italiana.

Da “Italia De Profundis” – di Giuseppe Genna

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