Un telecomando per l’estate

18.07.2004

Non esiste un ombrello che possa far smettere di piovere, così come non esistono calzoncini corti che possano far tornare il sole.

E’ estate ma qui fa ancora piuttosto freschetto. Anzi, fa troppo fresco per essere estate. Ma che dico, fa un freddo cane.

Ieri pomeriggio mia moglie è andata al mare e mi ha detto che c’erano quattro milanesi congelati sulla spiaggia. Dice che il bagnino li usava per ancorare i pedalò. Porcavacca: d’estate dovrebbe fare caldo. Sole e caldo.

Un attimo: non caldo come l’anno scorso, eh. Va bene l’estate, ma non può fare un caldo insopportabile come l’anno scorso. Non è normale!

Mah, sarà l’effetto serra, la corrente del Golfo che c’ha la tosse, gli iceberg che si tuffano in mare, un miliardoeduecentomilioni di cinesi (dico: un miliardoeduecentomilioni!) che hanno iniziato a cacare tutti i giorni come noi. (Se mangi di piu’, cachi di piu’. E’ matematico).

Di sicuro la colpa è di tutte queste cose, e forse di altre cose che gli scienziati devono ancora scoprire. Poi, di sicuro, è anche colpa di Follini che fa le bizze.

E’ vero, tutto vero. Però non mi convince del tutto. E’ tutto qui? O c’è dell’altro?

A pensarci bene mi ricordo benissimo che molti anni fa, quando ero bambino, venne un’estate stranissima. Tutte le mattine c’era un sole limpido, caldo e piacevolissimo. Aria calda ma frizzante, non un alito di vento. Un perfetto clima estivo da spiaggia, mare, sole e divertimento. Nessuno degli adulti, però, poteva portarmi al mare al mattino.

“Ci andiamo questo pomeriggio, alle 2 e mezza, promesso” diceva mia mamma. Ma puntualmente , tutti i santi giorni, alle due del pomeriggio, con precisione a dir poco svizzera, il cielo si oscurava, il vento diventava gelido e ululante e nubi nerissime si addensavano sulle colline. E alla fine, alle due e mezza in punto, piovigginava pure. Addio mare. Niente da fare anche oggi.

Andò avanti così, per due mesi e mezzo, senza tregua. Praticamente tutta l’estate. Senza dubbio, un clima stranissimo.

Ma la cosa che, col senno di poi, mi pare ancora piu’ strana, è il fatto che nessuno se ne lamentava più di tanto. L’unico a frignare pateticamente ogni santo giorno ero io. All’età di 11 anni, si poteva capire. Ma i grandi no, loro sentenziavano tranquilli: “Capita, certe estati. Che ci vuoi fare?”.

Di sicuro nessun giornale dell’epoca si sarebbe mai sognato di dedicare un pezzo in prima pagina alle bizze del clima di quella stranissima estate. E nessun telegiornale fece mai l’apertura sui repentini voltafaccia climatici quotidiani di quel periodo.

Del resto, non esiste un ombrello che possa far smettere di piovere, così come non esistono calzoncini corti che possano far tornare il sole.

Ecco. Forse il problema sta tutto qui. Ci saranno pure i cambiamenti climatici, l’effetto serra e il buco nell’ozono. Pero’, diciamoci la verità: sono cose che si misurano in decimi di grado, per fortuna. Dal punto di vista scientifico sono cose gravissime e importanti, altamente pericolose e da trattare con assoluta serietà. Ma sono anche variazioni difficilmente avvertibili , a meno che non vi portiate appresso una mezza tonnellata di strumentazione.

La verità è che le bizze il clima le faceva pure prima: di stagioni eccezionalmente calde o eccezionalmente fredde ce ne sono state un bel po’ anche in passato.

E allora, dove sta la differenza?

Il problema, secondo me, è che nessuno ha ancora inventato un telecomando tascabile per il clima.

Al giorno d’oggi , pagando, possiamo avere praticamente tutto. La tecnologia fa passi da gigante, gli oggetti di consumo sono sempre piu’ rispondenti alle nostre necessità, i prodotti soddisfano esattamente le nostre voglie come se le ditte produttrici sapessero leggerci nel pensiero (oddio, forse lo fanno davvero)

Eppure, porcavacca, non c’e’ modo di avere un telecomando per controllare il clima. Dico, tu esci per il weekend , è tutto pronto, hai anche telefonato per affittare un gommone di lusso eccetera eccetera. Non ti sei fatto mancare niente e non hai badato a spese. E’ tutto organizzato, pronto, sotto controllo e perfetto: il divertimento te lo sei assicurato a suon di euro, c’hai pure il lettore mp3 subacqueo.

Hai pensato a tutto quello che serve: sarà sicuramente un weekend perfetto. Del resto, con quel che ti costerà, non potrebbe essere diversamente, pensi. E invece no.

Inizia a piovere. Porcadiquellatroia, P-i-o-v-e! E potrebbe piovere due giorni interi, ininterrottamente. Ti rendi conto? Una mezza dozzina di perturbazioni atlantiche si sono messe d’accordo per rovinarti la festa. No, non puoi sopportarlo. Ma porcavacca, non è possibile!

Non c’e’ un modo per far smettere di piovere? Ci DEVE essere un modo per farlo smettere!

Ormai sei imbufalito e ti lasci andare: cazzo, ho speso una fortuna per questo weekend, non mancava niente. C’ho pure la spider con la capote elettrica , gli zoccoli da mare con il satellitare incorporato, l’orologio subacqueo a 10.000 metri, le pinne con la propulsione magnetica, il materassino con telecamera di profondità testata nella Fossa delle Marianne.

E allora! Mi dite dove cavolo posso comprare un telecomando per il clima?! Non mi interessa se è caro: posso spendere! Ditemi almeno la marca, che lo trovo e lo compro via internet con la carta di credito ( tanto paghi a fine mese). Dico, si trova di tutto su internet! Si troverà pure un cavolo di telecomando per far tornare il sole nel weekend!

E invece no. Lo sai bene che non c’e’. Non esiste, niente da fare.

E’ per questo che sei incazzato a bestia. Non perchè piove: lo sai bene che ogni tanto deve pur piovere, anche d’estate. E lo sai bene anche che la sfiga, ogni tanto, inesorabilmente deve beccare pure te. E’ statistica.

Quello che ti fa incazzare veramente non è la pioggia. Quello che ti manda in bestia è che non puoi farci niente. Neppure se spendi centomilamiliardi di dollari. Niente da fare, non smetterà di piovere quando vuoi tu. Neppure se tu fossi Bill Gates, oppure uno della Mafia Russa.

Smetterà di piovere quando vorrà smettere, magari lunedì mattina, e quando sei in fila nel traffico per andare a lavorare, esce fuori un sole pazzesco che ti buca la testa. Ma oggi piove, e non accenna a smettere.

Il fatto è che siamo assuefatti ad un mondo dove tutto si puo’ comprare , dove ogni problema ha la sua soluzione. Basta portersi permettere di pagare il giusto prezzo, e stai sicuro che , da qualche parte, c’è un’azienda che produce esattamente quello che ti serve.

Ma per il clima, non è così. Sembra incredibile, ma questo stupido clima non vuole saperne di seguire le leggi di mercato facendosi docilmente imbrigliare dalla tecnologia applicata al consumo.

Tutto questo ci rende la cosa insopportabile e genera una situazione grottesca, con la gente trasformata in novelli Donchichotte e Sancho Panza, impegnati tutto il giorno ad inveire contro i mulini a vento del clima bizzoso e indomabile.

Tutti sembrano pensare che un sufficente numero di bestemmie e di imprecazioni contro il clima che non vuole adeguarsi al nostro stile di vita, prima o poi, smuoverà le cose e farà succedere qualcosa. Tutti quei reparti Ricerca&Svliluppo delle multinazionali , prima o poi, troveranno la soluzione. Ne siamo certi. Sarà questione di un trimestre, massimo due.

E vedrai che quando Sony Ericsson oppure Panasonic lancerà sul mercato il telecomando per il clima ci sarà pure un boom del Nasdaq, così compri le azioni della ditta che lo produce e ci diventi ricco in una settimana.

E finalmente te ne andrai alle isole Fiji spatanzato sulla spiaggia da mattina a sera, col telecomando appoggiato sulla sdraio.

Rigorosamente impostato sull’opzione “Hot and Sunny”, ovviamente.

Paul Olden

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