Cani che si leccano le palle

Questo breve testo è da tempo sul sito dei Wu Ming:

 CANI CHE SI LECCANO LE PALLE 

*** In realtà è sempre più evidente: la causa principale della deforestazione planetaria NON è il fabbisogno di legname e/o carta, ma l’esagerato consumo di carne bovina nella dieta dei paesi ricchi. Quando lo scrivemmo anni fa (peraltro sulla scia di Jeremy Rifkin), qualcuno ci prese per mezzi matti, eppure è così, lo conferma ogni ricerca. In Amazzonia, soltanto il 3% della deforestazione è responsabilità dell’industria del legname, mentre il 60% (sessanta per cento!) è colpa dell’allevamento di bovini [Dati 2000-2005]. La foresta viene distrutta e lascia il posto a pascoli per le vacche. Carne che per l’80% viene esportata, soprattutto in Europa, Italia compresa. L’Amazzonia va a finire nei nostri piatti, tutti i giorni, a pranzo e a cena. La stiamo divorando. L’ossessione della bistecca, l’affermazione di un fantomatico “diritto” a mangiare carne rossa tutti i santi giorni, è anche una delle cause principali del surriscaldamento del pianeta.  
La gigantesca mandria che pascola sulla Terra (quasi due miliardi di capi, secondo alcuni studiosi) emette più gas serra di tutto il sistema dei trasporti. Un chilo di carne bovina ha un impatto ambientale superiore a quello di 250 km. percorsi in automobile. Per produrre quel chilo di manzo, si sperpera la stessa energia consumata da una lampadina da 100 watt tenuta accesa venti giorni, senza soste. Per produrre quel chilo di manzo servono nove chili di cereali, e infatti la metà dei cereali coltivati nel mondo serve ad alimentare le vacche, mentre la gente crepa di fame. Crepa di fame per garantire a noialtri il “diritto” di cui sopra: quello di mangiare tutta la carne che riusciamo a ingurgitare.
Mangiamo a quattro palmenti. Portiamo in giro culi che meriterebbero un loro CAP. Facciamo macellare tutti gli animali che vogliamo. Possiamo farlo, e quindi lo facciamo. “Come i cani che si leccano le palle”, direbbe un personaggio di Blaze di Stephen King. Alla buon’ora, questa verità è uscita dal recinto delle pubblicazioni specialistiche e di nicchia, ed è arrivata sul “New York Times”, donde l’ha ripresa “La Repubblica”. Articolo buono ma ancora reticente, del tutto silente sull’unica soluzione praticabile sul breve periodo. Soluzione parziale non meno delle altre, ma di efficacia facilmente intuibile: far crescere il numero dei vegetariani, in modo da compensare quello dei divoratori smodati.
In ogni caso, mangiate meno carne. Mangiate meno carne. Facciamo il possibile per sgonfiare questa bolla. 

LETTURE CONSIGLIATE: Jeremy Rifkin, Ecocidio. Ascesa e caduta della cultura della carne, Mondadori Oscar Bestsellers, 2002, pp. 380, € 8,80

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Premetto che io da circa un anno non mangio carne di nessun tipo. Non sono vegetariano: il pesce e le uova li mangio. Non ho fatto questa scelta per motivi etici ma salutistici. Tuttavia, credo che l’articolo qui sopra sia quantomeno superficiale. Non si può negare che il problema dell’allevamento dei bovini sia davvero enorme e generi conseguenze devastanti, ma la conclusione “diventiamo tutti vegetariani” è semplicistica: per soddisfare lo stesso fabbisogno di proteine (o anche un po’ meno, così saremo tutti più magri) solo con i vegetali bisognerebbe seminare fagioli in tutta l’Amazzonia, e in quasi tutte le altre terre coltivabili del mondo, prosciugando in un attimo anche tutte le riserve di acqua dolce per irrigare. Se scegliessimo come fonte principale il pesce, non resterebbe forma di vita acquatica in tutto il mare nel giro di pochi anni.

Il problema non è risolvibile in questi modi, perché siamo partiti da un presupposto errato: abbiamo detto che il problema è l’allevamento dei bovini, ma in realtà non è così. Il vero problema non sono i bovini: siamo noi. Siamo troppi. Qualunque cosa decidiamo di usare come cibo sarà un problema, perchè, semplicemente, siamo troppi. Da molto tempo la nostra specie ha raggiunto una diffusione non ecocompatibile su questo pianeta. Punto.

C’è un film con Keanu Reeves, niente di che , un filmetto di fantascienza, che racconta di un extraterrestre che arriva sulla terra e chiede di parlare all’ONU. Gli negano il permesso, ma gli chiedono cosa abbia da dire. Lui dice: “Sono venuto a salvare la Terra” , tutti dicono “Grazie!” e lui: “No, non avete capito: sono venuto a salvare la Terra!” , e tutti: “Ok, grazie!” . Così lui deve spiegare: “Sono venuto a salvare la Terra… da voi! Devo eliminare la vostra specie, state uccidendo uno dei rari pianeti abitabili dell’Universo e noi non possiamo permetterlo.”

Be’ , un po’ di carne al fuoco l’ho messa. (ah! carne! ).
Premetto che io non ho un’opinione precisa sulle possibili soluzioni al problema, però ne segnalo una:

MOVIMENTO PER L’ESTINZIONE UMANA VOLONTARIA

http://www.vhemt.org/iaboutvhemt.htm

Ne vogliamo parlare?

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