Archivi del mese: dicembre 2011

Gigi – esercizio di scrittura creativa

Gigi ha trentatrè anni. E’ un bambino di centonovantasei centimetri per centocinquanta chili che ti guarda dall’alto con gli occhi gialloneri, mentre gli angoli della bocca formano un accenno di sorriso. Forse.
Gigi ha i jeans che scivolano sempre sotto al culo. Non è urban style: è la pancia.
Gigi non si taglia i capelli da una vita: un gigante pallido con i capelli di una donna Sioux.
Il bisonte bianco ansima sempre prima di parlare: gonfia il petto, sembra sul punto di eruttare. Dice: «se hai un motorino possiamo fare qualche scippo.»
«Gigi, lo sai, gli scippi non li possiamo fare, ti riconoscono tutti.» Allora trascina i piedi più in là. Ansima. Sputa. «Faccio da solo, ciao.»
Cala il passamontagna sui capelli sioux. Entra dal tabaccaio con le mani piantate in tasca, estrae il coltellino che si perde nella manona. «Dammi cento euro. Per favore.»
«Dai, Gigi, smettila, che non è giornata. Quella povera donna di tua madre prima o poi la farai morire.»
«E vaffanculo, scusa.» dice.
Ansima, mostra al tabaccaio la montagna della schiena ed esce trascinando il suo quintale e mezzo nell’aria della sera.

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Cani che si leccano le palle

Questo breve testo è da tempo sul sito dei Wu Ming:

 CANI CHE SI LECCANO LE PALLE 

*** In realtà è sempre più evidente: la causa principale della deforestazione planetaria NON è il fabbisogno di legname e/o carta, ma l’esagerato consumo di carne bovina nella dieta dei paesi ricchi. Quando lo scrivemmo anni fa (peraltro sulla scia di Jeremy Rifkin), qualcuno ci prese per mezzi matti, eppure è così, lo conferma ogni ricerca. In Amazzonia, soltanto il 3% della deforestazione è responsabilità dell’industria del legname, mentre il 60% (sessanta per cento!) è colpa dell’allevamento di bovini [Dati 2000-2005]. La foresta viene distrutta e lascia il posto a pascoli per le vacche. Carne che per l’80% viene esportata, soprattutto in Europa, Italia compresa. L’Amazzonia va a finire nei nostri piatti, tutti i giorni, a pranzo e a cena. La stiamo divorando. L’ossessione della bistecca, l’affermazione di un fantomatico “diritto” a mangiare carne rossa tutti i santi giorni, è anche una delle cause principali del surriscaldamento del pianeta.   Continua a leggere

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Video killed the radio star

Da tempo non guardo più la televisione. Mi fa paura. E’ un medium diabolico che ti propina roba insulsa per venderti cose ancora più insulse. L’impatto della televisione sulla società è devastante: appiattimento del pensiero, sottomissione al marketing, livellamento del gusto, distruzione del pensiero attivo in favore del meta-pensiero passivo.
In televisione appaiono persone, si vede gente come noi, con braccia e gambe, occhi, capelli (non tutti) , lingua, denti, saliva, umori vari e gas intestinali annessi. Eppure essi appaiono come aliene esistenze di perfezione prive delle umane bassezze. Bisogna sempre ricordarsi che non è così: nessuno sfugge alla poca eleganza del genere umano. Siamo primati, scimmie, scimpanzé ben cresciuti e leggermente più longilinei (non tutti).
La televisione sta lì a negare l’umana infima natura come un pluriomicida che nega l’evidenza. In più, il diabolico contenitore fa tutto questo per un solo motivo: farti credere che sarai salvato dalla tua immonda natura solo se comprerai il prodotto dello sponsor che ha gentilmente offerto tutto il teatrino. Continua a leggere

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