L’incubo del web 2.0

In questi giorni è come se Facebook avesse lanciato una O.P.A. sul web. Spuntano bottoncini “like” ovunque, aprono servizi di condivisione che si propongono col tono di chi ti dice “ovviamente anche tu sei iscritto a FB, vero? Come puoi non esserlo?”
Io, che non sono iscritto e non ho alcuna intenzione di farlo, inizio a sentirmi accerchiato.
In generale è tutto il cosiddetto Web 2.0 , di cui FB è sicuramente la punta di diamante, a farmi un po’ paura. Non ci trovo nulla di strabiliante in tutti questi servizi personalizzati e personalizzanti, anzi, mi trovavo assai meglio prima. In generale a me il Web 1.0 andava benissimo, e mi piaceva un casino: era utile, divertente, anarchico e non rompeva i coglioni.

L’altro giorno ho girovagato un po’ per vari siti per organizzare una vacanza a Creta. Ho visitato siti di compagnie aeree, siti di online booking di alberghi, e visionato qualche video della zona su Youtube. Non ho compilato alcun form, non ho effettuato alcuna iscrizione, non ho inviato nessuna e-mail.
Eppure da quella sera in poi mi si aprono banner che pubblicizzano vacanze, hotel e  voli aerei per Creta un po’ ovunque. E’ automatico: il grande fratellone dell’advertising ormai sa che ho una mezza idea di andare a Creta, quindi modifica le pagine che visito di conseguenza. Se il ferro è caldo, bisogna batterlo subito, dicono i venditori.
E’ una cosa che mi infastidisce parecchio. Odio pensare che qualcuno ha un algoritmo che mi pedina e pretende di propormi quello che voglio. Odio pensare che io sto guardando una pagina web qualunque che mi si riempie di banner di Creta, mentre la signora dell’altro pianerottolo magari sta guardando la stessa pagina ma a lei escono banner di aspirapolveri.
Non sopporto l’idea che io e la signora abbiamo digitato lo stesso indirizzo ma stiamo visitando due pagine diverse.
E’ come camminare in una via dove le vetrine dei negozi cambiano a seconda della tua età, dei tuoi gusti, delle tue preferenze e dei tuoi acquisti precedenti. Magari ti provi un paio di scarpe ma non le compri, e d’improvviso i prossimi cinque negozi si trasformano immediatamente in negozi di scarpe. A me sembra un incubo.

3 commenti

Archiviato in Brevinevrosi

3 risposte a “L’incubo del web 2.0

  1. Condivido i timori, pensa che io ho scritto due email in un giorno a amici diversi, chiedendo informazioni su kiev, e mezz’ora dopo la seconda email avevo le pubblicità sull’inbox di gmail scritte in cirillico…

    Ma allora secondo te come ne usciamo da questa situazione? l’algoritmo domina, ahimè!

  2. Daniele_Veggyver

    Secondo me ce lo siamo voluti un po’ noi e non siamo mai contenti!
    Io dal mio canto, le pubblicità nei banner a destra e a manca manco li guardo!
    E se capita, quella volta, è perchè magari sono interessato!
    Secondo me in vece è bello, magari Le scarpe non le hai comprate perchè non hai trovato quelle giuste, e magari in uno dei 5 negozi che sono apparsi, trovi proprio quelle che ti piacciono, magari fosse tutto così semplice, ciò che ti serve viene da te e non sei tu che devi impazzire a cercarlo!
    Poi sta a te la scelta di comprarlo o no!

  3. Dainaccio

    Ma siamo sicuri che FB sia web 2.0 ?
    I blog, wikipedia, youtube lo sono… Utente che genera contenuto per altro utente.

    FB pare solo un’accozzaglia di microcomunicazioni e egocentrismo.🙂

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