Archie & Peter /1

“Educating Archie” era il nome di una popolarissima trasmissione radiofonica che andò in onda per anni in Inghilterra, a partire dal 1950. Era lo show del ventriloquo Peter Brough e del suo pupazzo “Archie Andrews”, che divenne presto il beniamino di grandi e piccini, generando un successo strepitoso di audience. Avete capito bene: era lo show radiofonico di un ventriloquo. Quello che mi affascina in questa storia è il fatto che per anni nessuno, ma proprio nessuno, si fece domande su quale senso avesse uno show che prevede l’abilità di parlare senza che si vedano muovere le labbra su un medium (la radio) dove manca la parte visuale. Anzi, il declino della popolarità di Brough iniziò proprio quando, anni dopo, iniziò a fare apparizioni in televisione.
Il dialogo che segue non ha niente a che fare con i veri dialoghi di Archie Andrews e Peter Brough. E’ un dialogo immaginario totalmente inventato tra due personaggi inesistenti che ho voluto battezzare con i nomi del ventriloquo e del suo pupazzo semplicemente perchè mi sono sembrati simbolo perfetto del nostro tempo decadente. Un tempo in cui la maggior parte delle persone ha smesso ormai completamente di farsi domande su quello che gli viene proposto/imposto.

Prima di continuare a leggere, ascolta la sigla.

Istruzioni per l’uso: nei miei dialoghi di Archie e Peter il primo a parlare è sempre Peter, poi risponde Archie e così via, una battuta per uno.

– Ciao, come stai?

– Smettila di farmi stupide domande esistenziali!

– Era solo una frase di circostanza…

– Scherzi? E’ una domanda GIGANTESCA!

– A pensarci bene potresti aver ragione.

– Certo che ho ragione. “Come stai?”, hai detto niente. Potrei parlare giorni su come sto. Potrei andare avanti per anni e non avrei ancora affrontato che una minima parte dell’argomento. Potrei scriverci un libro, una serie di libri, un’enciclopedia pratica in 100 volumi del come sto e del come mi sento. E non servirebbe comunque a un cazzo, perchè l’argomento è semplicemente troppo vasto e complesso. Una domanda così è semplicemente inaffrontabile!

– Quindi?

– Quindi definisci meglio “Come stai” , riduci il campo d’inchiesta ad una singola piccola parte del problema e potrei anche tentare di darti una parvenza di risposta.

– Ok, per che ora è previsto il tuo suicidio?

– Hum. Mi hai dato un’idea.

– Bene, fissa un’orario.

– Sono troppo vigliacco per farlo.

– Questa è una parte del problema, non credi?

– Senz’altro: se fossi così coraggioso da suicidarmi, non avrei alcun motivo per farlo.

– Come si esce da questo circolo vizioso?

– Non so, forse restituendo la tessera.

– Ma potevi benissimo evitare di iscriverti.

– E’ vero: da ragazzi si fanno tante cazzate.

– Dici che si tratta di paranoie adolescenziali non risolte?

– Probabilmente sì. Ci vorrebbe qualcosa che mi costringesse a pensare a cose più serie.

– Tipo un’emergenza?

– Ecco, un evento terribile che mi facesse stare malissimo, inducendomi a dare il meglio per sopravvivere.

– Tranquillo, sta arrivando.

– Lo so.

-E adesso come stai?

– Malissimo. Insomma,  molto meglio.

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