Archivi del mese: maggio 2010

Quello che sono stato

Sono stato ingenuo, e sono stato scaltro.
Sono stato coraggioso, e pavido, e vigliacco.
Sono stato grasso, e anche molto magro.
Sono stato piacevole, ma spesso insopportabile.
Sono stato serissimo, e sciocco contemporaneamente.
Sono stato un buon amico, e stronzo come pochi.
Sono stato un ottimo amante, e anche un disastro.
Sono stato lucidissimo, e totalmente rincoglionito.
Sono stato affidabile, ed estremamante rischioso.
Sono stato oculato, ma ho sperperato fortune.
Sono stato attento alla salute, e atrocemente autolesionista.
Sono stato buono, e cattivissimo.
Sono stato un duro, e una pappamolla.
Sono stato geniale, ma anche ritardato.
Sono stato eccezionale, e molte volte mediocre.
Sono stato estroverso, e totalmente chiuso in me stesso.
Sono stato simpatico, e irritante.
Sono stato l’immagine della vita ma ho avuto la morte in faccia.
Sono stato calmissimo, ma anche terribilmente nervoso.
Sono stato un uomo, ed una bestia.
Sono stato troppe cose e troppe persone. Ho perso il conto. Potrei anche sopportare l’idea, se almeno la smettessero di litigare tutto il giorno tra loro.

Annunci

2 commenti

Archiviato in Seghementali

Cose che si fanno senza sapere perchè

Ho aperto un tumblr fatto di immagini.

2 commenti

Archiviato in Brevinevrosi

We are what we do

Una vita a cercare di capire chi sono, per poi realizzare che noi tutti siamo semplicemente quello che facciamo.

Lascia un commento

Archiviato in Seghementali

L’incubo del web 2.0

In questi giorni è come se Facebook avesse lanciato una O.P.A. sul web. Spuntano bottoncini “like” ovunque, aprono servizi di condivisione che si propongono col tono di chi ti dice “ovviamente anche tu sei iscritto a FB, vero? Come puoi non esserlo?”
Io, che non sono iscritto e non ho alcuna intenzione di farlo, inizio a sentirmi accerchiato.
In generale è tutto il cosiddetto Web 2.0 , di cui FB è sicuramente la punta di diamante, a farmi un po’ paura. Non ci trovo nulla di strabiliante in tutti questi servizi personalizzati e personalizzanti, anzi, mi trovavo assai meglio prima. In generale a me il Web 1.0 andava benissimo, e mi piaceva un casino: era utile, divertente, anarchico e non rompeva i coglioni. Continua a leggere

3 commenti

Archiviato in Brevinevrosi

Archie & Peter /1

“Educating Archie” era il nome di una popolarissima trasmissione radiofonica che andò in onda per anni in Inghilterra, a partire dal 1950. Era lo show del ventriloquo Peter Brough e del suo pupazzo “Archie Andrews”, che divenne presto il beniamino di grandi e piccini, generando un successo strepitoso di audience. Avete capito bene: era lo show radiofonico di un ventriloquo. Quello che mi affascina in questa storia è il fatto che per anni nessuno, ma proprio nessuno, si fece domande su quale senso avesse uno show che prevede l’abilità di parlare senza che si vedano muovere le labbra su un medium (la radio) dove manca la parte visuale. Anzi, il declino della popolarità di Brough iniziò proprio quando, anni dopo, iniziò a fare apparizioni in televisione.
Il dialogo che segue non ha niente a che fare con i veri dialoghi di Archie Andrews e Peter Brough. E’ un dialogo immaginario totalmente inventato tra due personaggi inesistenti che ho voluto battezzare con i nomi del ventriloquo e del suo pupazzo semplicemente perchè mi sono sembrati simbolo perfetto del nostro tempo decadente. Un tempo in cui la maggior parte delle persone ha smesso ormai completamente di farsi domande su quello che gli viene proposto/imposto.

Prima di continuare a leggere, ascolta la sigla.

Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in Archie & Peter