Il Secolo Giallo

Tigre

Leggo su Internazionale che i Cinesi si sono aggiudicati tutte le recenti aste per lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi irakeni. China Petroleum Corporation si è alleata con altri consorzi, in modo da aumentare le possibilità di vittoria, ed ha fatto offerte imbattibili, che gli americani hanno giudicato “assolutamente fuori mercato”.
Gli americani, che avevano invaso il Paese e tentato in tutti i modi di andare a trattativa privata sulle concessioni per i giacimenti, sono rimasti con un pugno di mosche.
Non sono riusciti a pacificare il Paese e non sono riusciti ad avere il controllo del territorio. Ma soprattutto non sono riusciti nell’impresa minima indispensabile, ovvero imporre un governo fantoccio che firmasse quello che c’era da firmare a prezzi da svendita.
La Tigre Cinese deve aver lavorato parecchio nell’ombra prima di uscirsene allo scoperto in modo così eclatante. (eclatante si fa per dire, perchè sarà difficile sentirne parlare al TG1 delle 20.00). Mi appare l’immagine di una grande tigre che procede acquattata, guardinga, facendo brillare gli occhi gialli nell’oscurità e senza produrre il minimo rumore. Poi, un balzo improvviso, fulmineo: la preda è sua. I grandi felini uccidono con eleganza.
Questa cosa vale diecimila “Improvised Explosive Devices” sulle strade di Baghdad. (Oppure qualcuno potrebbe dire che diecimila I.E.D. valgono questa cosa qua).
La vicenda, insomma, è grossa, e offre moltissimi spunti per analisi interessanti, però io non ho nessuna voglia di imbarcarmi in un improbabile trattato di geopolitica dandomi arie da blogger di caratura internazionale.

Quando leggo una notizia grossa, una di quelle cose che uno scrittore di fantascienza definirebbe “un nodo cruciale nel continuum spazio-tempo”,  a me viene voglia di fantasticare. In pratica, nell’istante della vittoria cinese alle aste del petrolio irakeno, immagino l’apparire di una biforcazione nella quale vengono generati due universi paralleli.
Nel primo Universo le aste sono state vinte in maggioranza dagli americani o da loro prestanome, i cinesi non hanno trovato spazio nei consorzi dove risiedono alleati degli americani e sono magari stati accontentati con qualche briciola. Questo Universo avrebbe sviluppi futuri piuttosto prevedibili e rassicuranti per noi, ma noi non ne faremo parte: noi siamo capitati nel secondo Universo, quello in cui i Cinesi vincono le aste, quindi ci tocca provare ad immaginare quello.

E allora io immagino che, d’ora in poi, in questa nuova dimensione in cui siamo stati catapultati e che potremmo chiamare “Secolo Cinese” , tutto corra in fretta. E già vedo film cinesi nei multisala, con code ai botteghini perchè c’è il filmone con l’ultimo divo dagli occhi a mandorla che fa impazzire le ragazzine. E donne che si pettinano alla cinese, e le nuove tendenze moda per l’estate che arrivano direttamente da Pechino.
E poi ricchezze strabilianti, città fantasmagoriche da quaranta milioni di abitanti, tecnologie futuristiche e stili di vita eccitanti importati dall’oriente, gente che parla il cininglese (ibrido tra inglese e cinese, la nuova lingua esperanta).
Scrittori cinesi che vendono bilioni di copie, gente sotto l’ombrellone che discute degli ultimi amori di una diva originaria del Sichuan.

Tutto questo perchè , da che mondo e mondo, chi detiene il potere economico mondiale riesce sempre ad imporre la propria visione del mondo alle colonie. Se è successo con gli americani fino a ieri, perchè non dovrebbe essere lo stesso con i cinesi del futuro?

Già oggi se chiami un architetto di talento per farti arredare la casa te la ritrovi arredata in uno stile pulito e minimalista che ricorda parecchio una casa tradizionale cinese. Si sa che le persone di talento hanno la grande capacità di sentire l’aria che tira, anticipando i tempi.

Se siete tra quelli che ritengono improbabile una colonizzazione culturale dei cinesi, ricordatevi di non fare l’errore di credere che i cinesi di domani saranno uguali ai cinesi di oggi. I nuovi cinesi saranno gente nuova: saranno mediamente più belli, più affascinanti, assai più eleganti e persino un po’ più alti di statura.

E poi avranno risposte strabilianti alle vostre domande. Esempio:

Domanda: “Tu che fai per vivere?”
Risposta: “Faccio il negoziante. Ho milleduecento negozi di scarpe”

Da lì all’ingresso in profumeria per chiedere se hanno una crema che rende il colorito della pelle un po’ più giallastro il passo è breve.

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