Il vero problema è suicidarsi in modo niente affatto banale

Un originale metodo di suicidio per conigli

Cinque o sei anni fa scrivevo su un blog collettivo che riscuoteva un certo successo. Un giorno, per pura goliardìa, decidemmo di pubblicare il celeberrimo (e molto divertente)  alt.suicide.holiday Methods’File , tradotto da noi in italiano*.
Scoppiò un mezzo scandalo: non vi dico quanta gente ci intimò di rimuovere immediatamente la pagina, ci minacciarono di denuncia alla Polizia Postale, fummo citati su giornali a tiratura nazionale con articoli sdegnati e scandalizzati, se non ricordo male fummo persino citati da qualcuno in televisione come esempio della pericolosità di Internet.
Oggi scopro che Wikipedia italiana ha una pagina sui metodi di suicidio. E che, cercando con Google, ci sono molte fonti interessanti ed esaurienti sull’argomento, anche in italiano.
Questo mi rincuora, e mi fa pensare che, nonostante tutto, c’è stato un progresso culturale che ha portato più tolleranza, anche su argomenti tabù, e che la libertà di parola sia effettivamente più ampia e garantita di prima.
Però mi viene anche il dubbio che tutto ciò avvenga perchè, semplicemente, sempre più gente ritiene il suicidio un’0pzione degna di considerazione.

*Purtroppo la versione integrale della nostra traduzione in italiano sembra stata ingoiata nell’oblìo, ma non dispero di ritrovarla.

Cronache dalla fine del mondo /4

Lettera ad un figlio immaginario

Questa lettera è stata trovata a lato del letto di morte di Jonathan Bishop, in Western Avenue 10, ad Albany, stato di New York, il 6 febbraio del 2056.
Jonathan Bishop era un uomo riservato. Nessuno, neppure i suoi vicini di casa, sapeva cosa facesse esattamente per vivere. Passava molte ore in casa, nel silenzio più assoluto, usciva solo per fare la spesa e – molto di rado – per andare dal barbiere a dare una sistemata ai capelli. Non sembrava avere problemi economici. Non era sposato. Non era mai stato visto in compagnia di donne. Non aveva figli.
Questa lettera è il suo testamento, scritto in favore di un figlio che non ha mai avuto. Continua a leggere “Cronache dalla fine del mondo /4”

Paranormal Activity lava più bianco

Paranormal Activity: massima attività contro le macchie di sugo della tua maglietta preferita

Ho visto Paranormal Activity e mi ha ricordato lo squallido iper-realismo delle pubblicità dei detersivi. Speriamo non diventi una tendenza.
Oltretutto è appena uscito ed è già datato. Quando il protagonista, che per vivere fa il trader,  mostra alla ragazza la sua nuova telecamera professionale, lei gli chiede quanto l’ha pagata. Lui risponde “Circa metà di quello che ho guadagnato oggi”.
Prima della crisi i giovani trader guadagnavano talmente tanto che il loro cervello iniziava a sbandare clamorosamente, fino al punto di credere di vedere entità sovrannaturali aggirarsi per la casa. Sarà stata una materializzazione del senso di colpa?
Comunque, il film è guardabile, più che altro perchè la protagonista femminile ha una faccia simpaticissima. Però non è il caso di andare al cinema: si può benissimo vedere in streaming abusivo su megavideo, perchè l’investimento (di appena 15.000 dollari! ) è già stato così ampiamente ripagato che voglio vedere se l’autore si mette pure a lamentarsi per il mancato incasso.

Sono talmente incazzato che non mi viene nemmeno un titolo

Il Paese è allo sfascio, e i politici esternano sul caso Morgan. La produzione scappa a gambe levate. Ci convertiremo nei servizi, si dice. Ma sappiamo tutti benissimo che, quanto a servizi, l’Italia ha sempre fatto schifo al cazzo.
E poi, servizi a chi? A cosa? Se la produzione non c’è più, da dove viene il denaro per far girare questo grande business di servizi? Piove?
Diceva L’Avvocato Agnelli che, da che mondo e mondo, la vera ricchezza si fa sempre in fabbrica alle sei del mattino. Oggi Marchionne precisa che sì, è proprio così, però in Brasile, in Polonia, in Cina e in altri posti. Non qui! Nemmeno se lo pagano. Forse nemmeno se gli stipendi li pagasse lo Stato. Nemmeno per sogno. Via a gambe levate. Continua a leggere “Sono talmente incazzato che non mi viene nemmeno un titolo”

Debugging

L’eterna insoddisfazione umana è il motore della storia. E’ stata la molla scatenante per ottime scoperte e invenzioni, ed è stata alla base delle peggiori nefandezze, come guerre, delitti, stupri, depredazioni e saccheggi. Quando abbiamo iniziato a sentirci così perennemente insoddisfatti, sempre alla ricerca di qualcosa che va oltre il nostro quotidiano? Continua a leggere “Debugging”