Debugging

L’eterna insoddisfazione umana è il motore della storia. E’ stata la molla scatenante per ottime scoperte e invenzioni, ed è stata alla base delle peggiori nefandezze, come guerre, delitti, stupri, depredazioni e saccheggi. Quando abbiamo iniziato a sentirci così perennemente insoddisfatti, sempre alla ricerca di qualcosa che va oltre il nostro quotidiano?

E’ una domanda che mi sono posto spesso, e sono giunto alla conclusione che, secondo me, la nostra costante inquietudine deriva dall’aver abbandonato un’attività fondamentale e irrinunciabile per ogni primate che si rispetti: lo spulciamento.
Pensateci: tra le scimmie lo spulciarsi l’un l’altro, rimuovendo pidocchi, zecche, e altro, non è solo un modo per combattere i parassiti. E’ la base dello stare insieme, tra consimili oltre che tra consanguinei, rinsaldando i legami del clan e mettendo in atto uno scambio empatico potentissimo che unisce amore (nel senso di cura dell’altro) con il contatto para-sessuale e intimissimo.
Lo spulciamento è bellissimo: io spulcio te e tu spulci me. Magari mormoriamo lentamente qualcosa. Magari ci sfioriamo con carezze durante l’attività. Magari alla fine ci abbracciamo per ringraziarci l’un l’altro. Tu sei parte di me e io sono parte di te. Lo spulciamento è l’ufficializzazione della nostra appartenenza. Così, io penso, è tra le scimmie.

E tra di noi? Cosa rimane di questo tra gli umani? Qualcosa tra madre e figlio, e qualcosa tra amanti, ma nel clan? Inconsciamente, non ci basta essere accettati ed accuditi in famiglia o dalla compagna o compagno. Cerchiamo continuamente la nostra realizzazione all’interno del gruppo, ci impegnamo per raggiungere l’obiettivo fantastico di sentire l’amore degli altri rivolto verso di noi.

La verità è che sognamo di essere spulciati , e anche di spulciare chi sta con noi. E credo che  noi tutti conserviamo una atavica riminescenza dell’allegro spulciamento, che se ne sta lì, come un vuoto non colmato ad intossicarci l’anima. Se un’azienda inventasse qualcosa che induce gli uomini ad attivarsi tra loro in un’attività molto simile allo spulciamento, probabilmente avrebbe inventato il prodotto di maggior successo di tutti i tempi.

Nell’attesa, potremmo almeno cercare tutti di ritrovare l’antica tradizione dello schiacciamento reciproco dei punti neri. Estendendola anche ad amici, colleghi e conoscenti. Ok? Che ne dite? Io ne ho giusto un buon gruppetto proprio in mezzo alla schiena.

2 commenti

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2 risposte a “Debugging

  1. Credo che l’insoddisfazione sia lo stato identificativo dell’uomo. Cioè siamo uomini e non scimmie (o altro) proprio perché siamo insoddisfatti. E abbiamo scoperto la ruota per insoddisfazione. E abbiamo colonizzato il mondo per insoddisfazione. L’uomo è l’animale insoddisfatto di cosa è. E di cosa fa.

  2. Lo spulciamento per me equivale alle coccole.

    La carenza di coccole, ed in generale una crescita che non è una maturazione, è una delle maggiori cause di infelicità.

    In questo senso, sono d’accordo con la tua disamina.

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