Bambini prodigio

In sintesi

Asilo Santa Maria di Misericordia.  Sono le tre del pomeriggio circa. La suora ha disposto le seggiole a cerchio (sono gli anni del Metodo Montessori, e anche le suore sono in vena di esperimenti). Ci sediamo tutti, composti e un po’ intimoriti dalla penombra. La suora è giovane, non brutta. E’ quel tipo di suora che noi bambini muoriamo dalla voglia di vedere come sono i capelli là sotto. Chi dice lunghi e biondi, chi corti e neri, chi sostiene che le suore lo sanno tutti che si rapano a zero. Continua a leggere “Bambini prodigio”

All’orizzonte timide schiarite

Quello che ci rende felici non è ciò che possediamo ma la consapevolezza di averlo meritato.

Mi pare una buona massima, adeguata ad impostarci sopra una vita intera. Credo davvero a quello che ho scritto, e da uno che pensa e scrive cose piuttosto sagge, ci si aspetta coerenza. E invece niente. Nessuna coerenza,  solo caos informe.

Cerca di essere semplicemente te stesso, dicono tutti. Questa frase è la regina assoluta dei luoghi comuni!
Ok, sarò d’ora in poi sarò semplicemente me stesso. Va bene, ma quale me stesso? Quello serio? Quello cretino? Quello che ha ben presenti le proprie responsabilità. Il cazzone svampito? Il dotto? L’ignorante? L’onesto? Il bugiardo? Il buono? Il terribile? L’uomo? La larva?
Non c’è niente da fare, non posso decidermi. Non ho intenzione di scegliere, e poi non so da che parte cominciare. Forse inizio a capire che quello che potrei definire me stesso è semplicemente la somma di una quantità di stati psicologici diversi e contrastanti. Forse me stesso non esiste perchè il mio io è un grosso universo di instabilità governato da forze incontrollabili.

“Mi contraddico? Ebbene sì, mi contraddico. Sono vasto, contengo moltitudini”

Ok, Walt Whitman, è stato più molto più bravo di me a sintetizzare.

p.s. – Si impara sempre qualcosa di nuovo. I risultati in sequenza temporale di Google io non li avevo mai visti.

Un giorno Jennifer Lopez vi ucciderà tutti

Stasera a Sanremo c’era Jennifer Lopez. Ha canticchiato in playback (o forse sopra alla sua voce in base) e ballettato in modo dozzinale. Ah, c’era anche l’intervista, durante la quale ha risposto con delle ovvietà a delle domande banali. Le hanno dato ottocento mila dollari. E io non posso fare a meno di immaginarmela mentre caga. Continua a leggere “Un giorno Jennifer Lopez vi ucciderà tutti”

Perchè quei blog lì mi stanno sul cazzo

Io non li sopporto quei blog che, post dopo post,  raccontano una vita perfetta. Un sacco di amici, e quel rapporto ancora speciale con l’amico/a del cuore, conosciuto alle elementari, che sopravvive a tutto, sempre uguale.
Il casale in campagna e il loft in città. I libri colti e ricercati letti en passant, perchè è l’abitudine. Il gatto persiano/siamese. L’ex marito/moglie che c’è comunque un bellissimo rapporto, per non parlare di quanto è dolce e affettuoso il suo Golden Retriever. E quell’amore ritrovato sussurrato tra le righe, che a cinquantanni loro si sentono di nuovo ragazzini, con figli grandi che sono gioielli, che fanno lavori splendidi tipo il designer o l’arredatrice d’interni, e questo/a nuova amante che a letto è una cosa che non si può dire ma si lascia immaginare benissimo.
Di questi blog, non ne cito nessuno, perchè sicuramente verrebbero qui a dire che non è vero che sono perfetti, che hanno un sacco di problemi. Ma poi è ovvio, che vita perfetta sarebbe senza problemi?
Perchè loro i problemi ce li hanno, ma sono problemi che derivano dal troppo tempo libero, però pensano che si tratti di problemi veri.
Però, qualche volta, secondo me è tutto finto. Secondo me c’è gente che fa i blog finti per raccontare una vita che è tutto il contrario della loro vita vera. E questo sì che è triste, perchè mica te lo ha ordinato il dottore di fare un blog: se non c’hai un cazzo da raccontare, non raccontare un cazzo, oppure parla d’altro!
E se quello che hai da raccontare fa veramente molto schifo al cazzo, raccontalo, che magari ci sono un casino di amanti dell’horror che ti porteranno in trionfo come un Dio.
Però di sicuro ce ne sono anche di quelli veri, tra questi blog perfetti. E io non li sopporto. Quelli veri, dico.
Perchè uno che c’ha una vita perfetta non dovrebbe raccontarla: dovrebbe viverla e basta, conservando quel pizzico di rimorso generato dalla consapevolezza che il privilegio, in fondo, è sempre un po’ un’ingiustizia.

Nuove tendenze/ il Mafia Style

Un dinamico manager italiano in viaggio d'affari all'estero

La crisi, sui media italiani, è argomento tabù. Si preferisce parlare di “ritardo nella ripresa”, ovvero: non stiamo affogando nella merda, è solo che ci stiamo mettendo più del previsto a venire a galla per respirare.
Però, insomma, la crisi la vediamo e la tocchiamo con mano tutti i giorni: calano i consumi, cala l’occupazione, l’industria manifatturiera è in gran parte morta o sopravvive solo grazie all’accanimento terapeutico, sale l’indebitamento delle famiglie, il precariato blocca lo sviluppo sociale, l’incertezza la fa da padrona, languono gli investimenti, e tante altre poco simpatiche cosette.

Però, ragazzi, c’è di che consolarsi: infatti, se è vero che l’economia ufficiale italiana langue devastata dalla crisi, quella non ufficiale se la cava benissimo. Anzi, direi di più: l’economia illegale, sommersa, nascosta, deliquenziale, mafiosa, camorrista eccetera eccetera sta vivendo un periodo, favoloso, b-e-l-l-i-s-s-i-m-o! Continua a leggere “Nuove tendenze/ il Mafia Style”

Il vero problema è suicidarsi in modo niente affatto banale

Un originale metodo di suicidio per conigli

Cinque o sei anni fa scrivevo su un blog collettivo che riscuoteva un certo successo. Un giorno, per pura goliardìa, decidemmo di pubblicare il celeberrimo (e molto divertente)  alt.suicide.holiday Methods’File , tradotto da noi in italiano*.
Scoppiò un mezzo scandalo: non vi dico quanta gente ci intimò di rimuovere immediatamente la pagina, ci minacciarono di denuncia alla Polizia Postale, fummo citati su giornali a tiratura nazionale con articoli sdegnati e scandalizzati, se non ricordo male fummo persino citati da qualcuno in televisione come esempio della pericolosità di Internet.
Oggi scopro che Wikipedia italiana ha una pagina sui metodi di suicidio. E che, cercando con Google, ci sono molte fonti interessanti ed esaurienti sull’argomento, anche in italiano.
Questo mi rincuora, e mi fa pensare che, nonostante tutto, c’è stato un progresso culturale che ha portato più tolleranza, anche su argomenti tabù, e che la libertà di parola sia effettivamente più ampia e garantita di prima.
Però mi viene anche il dubbio che tutto ciò avvenga perchè, semplicemente, sempre più gente ritiene il suicidio un’0pzione degna di considerazione.

*Purtroppo la versione integrale della nostra traduzione in italiano sembra stata ingoiata nell’oblìo, ma non dispero di ritrovarla.

Cronache dalla fine del mondo /4

Lettera ad un figlio immaginario

Questa lettera è stata trovata a lato del letto di morte di Jonathan Bishop, in Western Avenue 10, ad Albany, stato di New York, il 6 febbraio del 2056.
Jonathan Bishop era un uomo riservato. Nessuno, neppure i suoi vicini di casa, sapeva cosa facesse esattamente per vivere. Passava molte ore in casa, nel silenzio più assoluto, usciva solo per fare la spesa e – molto di rado – per andare dal barbiere a dare una sistemata ai capelli. Non sembrava avere problemi economici. Non era sposato. Non era mai stato visto in compagnia di donne. Non aveva figli.
Questa lettera è il suo testamento, scritto in favore di un figlio che non ha mai avuto. Continua a leggere “Cronache dalla fine del mondo /4”