Il processo a termine

Attenti che anche stavolta vi fregano con le parole. Evitiamo subito equivoci: chi non vorrebbe processi più brevi? Sappiamo da almeno tremila anni che la giustizia funziona al meglio quando è rapida, rigorosa ed equa. Io vorrei dei processi brevi, anzi, brevissimi, però ben fatti, scrupolosi e accurati. Ma soprattutto voglio che giungano ad una sentenza!
Facciamo attenzione: la norma contenuta nel decreto legge presentato dal governo e appena approvato al Senato, non tratta dell’accorciamento dei tempi dei processi. Propone di porre un termine (un lasso di tempo molto esiguo, rispetto ai tempi medi attuali) ai processi, indipendentemente dall’accertamento della verità processuale. A pensarci bene, è la negazione del concetto stesso di Giustizia.

E’ , di fatto, una norma per la troncatura dei processi, non per la loro velocizzazione. Ma il Governo, con la solita astuzia semantica da venditore di Folletto, non fa che chiamarla ossessivamente “Processo Breve”. E ancora una volta l’opposizione cade nel tranello: si adegua alla terminologia imposta dal Governo.
Accade così che quando qualcuno dice “sono contrario al Processo Breve”, auotomaticamente fa il gioco di chi ha coniato quell’espressione, insomma, si frega da solo. Perchè “Processo Breve” è di per sè un potente generatore di pensiero positivo automatico ( tecnicamente i linguisti lo definiscono un “frame” . Per approfondire leggete attentamente l’articolo segnalato in calce). E’ così difficile capire che, in un Paese dove in processi hanno tempi biblici, l’affermazione “Sono contrario al Processo Breve” è una martellata sui coglioni?
In realtà, come ho detto, qui non si tratta di abbreviare i processi. Qui si tratta di porvi un termine, trascorso il quale il reato viene prescritto. Si tratta, appunto, di una norma che istituisce l’obbrobrio giuridico del Processo a Termine tramite troncatura del procedimento.
Le parole sono importanti, bisogna soppesarle e prevederne gli effetti psicologici sulla mente di chi ascolta.
Quando la smetteremo di permettere al Governo di imporre oltre alle leggi anche la sua furbesca terminologia da usare nel dibattito politico?

Per approfondire il discorso dei “frame” linguistici, invito a leggere questo mio vecchio articoletto sulla questione.

2 commenti

Archiviato in Robapesante

2 risposte a “Il processo a termine

  1. critico

    Ma lo vogliamo dire che e’ un lasso di tempo molto superiore alla media dei paesi della ue ? lo vogliamo dire che per reati con pene previste maggiori di 10 anni il tempo “esiguo” come lo chiami tu arriva fino a 15 anni includendo i tre gradi di giudizio. Lo vogliano dire una volta per tutte che anche 15 anni per tre gradi di giudizio sono decisamente troppi? Lo vogliamo dire che quando il ministro castelli propose una misurazione della produttivita’ dei magistrati la casta (ANM) si oppose ferocemente? lo vogliamo dire che se non si puo’ misurare non si puo’ neanche migliorare ?
    Oppure ci limitiamo a fare della analisi linguistica , il distinguo, figo intellettualmente ma inutile dal lato pratico ?
    Saluti

  2. @critico
    certo che lo vogliamo dire, infatti l’ho detto. Ma la discussione sta sulla soluzione proposta. Io sono per migliorare la giustizia, con l’obiettivo di giungere alle sentenze in tempi ragionevoli. Il governo propone la troncatura, con conseguente impunità.
    Quale ti sembra la cosa più giusta e ragionevole?

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