Rassegnamoci, una buona volta

In sintesi, la vita è una merda. Non c’è alcuna spiegazione razionale per questo: è una merda e basta. La religione cattolica ha sviluppato una spiegazione semplice ed efficace: attribuisce a ciascuno di noi un “peccato originale” che ci spiega sbrigativamente la nostra condizione di anime in pena a zonzo su un pianetucolo verdazzurro sperduto nell’Universo.
Siamo qui per punizione. Punto. Così è tutto chiaro. Perchè è inutile credere che qualcuno sia felice quaggiù: chi sostiene di essere pienamente felice e realizzato, finge spudoratamente mentendo spesso anche a sè stesso. A ben guardare, dentro al cuore di chiunque c’è, annidata come un piccolo malignissimo cancro, la nostra disperazione.
Secondo la maggior parte delle religioni, la vera vita è dopo la morte. Solo dopo il trapasso potremo davvero vivere una vita piena a libera da rodimenti interiori, libera dalla fatica di vivere, di procacciarci il cibo, di fare la cacca dura o sciolta, ma comunque puzzolente. (Riflettete: la cacca viene da dentro di noi. E puzza. )
In realtà, sappiamo tutti molto bene che l’aldilà è una falsa promessa. Temiamo la morte (possiamo anche convincere noi stessi a non temerla affatto, grazie all’invasamento per una fede che ci promette una vita ultraterrena, ma sarà una lotta contro la reltà della nostra consapevolezza più intima, che ci grida il contrario), e l’Inferno ci fa meno paura del nulla. Da bambini temiamo il buio, ovvero la realtà di quello che sarà di noi. Poi impariamo a far finta che non ci spaventi più.

Oggi come oggi, poi, la concezione materialistica della società dei consumi non puo’ che peggiorare le cose: ci convincono che il paradiso sia cosa di questa terra, ci fanno credere che basti vincere al Superenalotto o diventare uno di quei V.I.P. che se la spassano tra silicone e paparazzi in Costa Smeralda.
E’ falso. Anche i VIP e i vincitori del Superenalotto si rodono le budella come noi. Solo lo fanno in condizione di maggiore comodità.
Credo che il più grande male della nostra razza sia la superbia con la quale ci proclamiamo esseri degni di vivere in eterno, o anche solo di avere una vita felice e serena qui sulla Terra.
Credo che la nostra condizione potrà diventare un po’ più sopportabile solo quando ci decideremo ad ammettere che siamo una chiavica totale.

3 commenti

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3 risposte a “Rassegnamoci, una buona volta

  1. DocMax

    Mangiato pesante eh ?

  2. Ok… dove ho messo il rasoio? Tesorooo accendi l’acqua calda che faccio un bagno.

    Grazie dell’illuminazione caro.

  3. Mai letto “Avere o Essere” di Erich Fromm?
    comunque condivido, tranne la parte della paura alla morte.🙂
    Saluti!

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