Ho visto Avatar e sono ancora vivo

Gli immancabili giocattoli del film, prodotti da Mattel

Oggi tutti correvano a vedere Avatar. Io l’ho visto qualche giorno fa, in lingua originale con sottotitoli in italiano inseriti alla buona da un hacker italo-russo (ma le parti in lingua na’viana restavano sottotitolate in cirillico, una figata!).
Ovviamente, nessun 3D.

I dialoghi in americano (in nessun modo lo si può chiamare inglese) mi hanno fatto morire dal ridere. Intere scene con battute iper-brevi, tipo “Shit” , “Oooops!” , “Hey, guys!”, “I see you!” , saranno state sicuramente rimaneggiate dai nostri bravi doppiatori, in modo da illudere il pubblico italiano che il film sia stato recitato per davvero.

Sigourney Weaver più che un ruolo fa un compitino in classe, e lascia il tempo che trova.
Il personaggio del tenente cattivo dei marines è una macchietta bella e buona (anche qui il doppiaggio italiano potrebbe coprire qualche ridicolaggine) .
L’attore che fa quella specie di manager operativo cattivissimo che dirige le operazioni è buffo come un cartone animato: ha due batuffoli di cotone dentro la bocca per gonfiare le mascelle (come Marlon Brando ne “Il Padrino”), che nulla possono per cammuffare la sua irrimediabile faccia da nerd.
L’attore protagonista (non so chi sia) è bravino. Un po’ inespressivo, ma funziona.
La storia regge fino a tutta la prima parte, però fa venire ossessivamente in mente “Balla coi Lupi”.
Poi, nella seconda parte il film svacca totalmente con le solite scene d’azione inverosimili e cartoonistiche, il ritmo serrato e casinaro che mal si sposa con il ritmo pacato e pseudo-poetico della prima parte. Il finale è assolutamente banale e prevedibile.
Unico vero pregio del film è secondo me la seconda chiave di lettura, che a mio parere pochi hanno colto: accanto all’ovvia morale ecologista inserita nella ritrita parabola del buon selvaggio, si coglie la riflessione sulla potenza delle reti di persone, di anime svincolate dal corpo (Avatar, appunto). Ovvero, il film, tra le altre cose, è anche una metafora dell’Internet (che cos’è Pandora , con i suoi abitanti che fin troppo ovviamente si chiamano “Na’vi”  -gatori, se non una idealizzazione fantastica del World Wide Web?). Anche qui la metafora è un po’ troppo semplificata, e perde di poesia. (si notino le code dei na’viani che sembrano cavi ethernet sfilacciati, le radici aeree del grande albero troppo simili alla fibra ottica, ma soprattutto quella specie di dragoni volanti plug-and-play…)

Comunque, la riflessione sull’incorporeità dei sentimenti, il sogno della potenza della grande rete che ascolta e risponde, difendendo sè stessa, e quindi la libertà e l’armonia delle anime interconnesse che rispondono all’unisono, potrebbe essere interessante, se non fosse schiacciata dal ritmo agitato della seconda parte che la uccide passandoci sopra come uno schiacciasassi.
Insomma, in conclusione, mi sembra un buon prodotto commerciale, con ottimi spunti ma malamente sviluppati perchè iper-semplificati per far rientrare il tutto nella logica da videogame dei film da grandi incassi.
Tecnicamente sicuramente un gran lavoro (anche se non riesco ad immaginare come sia possibile spendere 400 milioni di dollari per un lavoro fatto quasi totalmente al computer, e qui, secondo me, gatta ci cova) . E poi, cazzo, l’avatar della dottoressa Grace (Sigourney Weaver) è brutto che nun ze po’ guardà!

p.s. – Anche questo è interessante.

p.p.s. – Visto ieri pomeriggio anche in 3D nel multisala. Posizione ottimale: quinta fila, schermo vicino ma non troppo, occhialoni d’ordinanza. Devo dire che il 3D non aggiunge nulla, anzi, forse mi ha addirittura distratto un po’ rompendo il coinvolgimento perchè l’effetto di essere dentro all’azione è intermittente poichè solo alcune scene creano vera profondità. Così si resta un po’ sul chivalà, e questa tanto decantata tridimensionalità mi sembra poco più di un giochino approssimativo. Non sono contrario alle nuove tecnologie, e apprezzo sempre molto il progredire della tecnica, ma devo dire che per il momento la mia immaginazione funziona ancora molto meglio degli occhialoni.
Detto questo, il mio giudizio sul film non cambia di una virgola.

2 commenti

Archiviato in Filmaggi

2 risposte a “Ho visto Avatar e sono ancora vivo

  1. Anonymous

    Interessante.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...