Il sangue dell’uomo di plastica

Berlusconi ferito

La gente ama la retorica. Da che mondo e mondo sia il potere che le rivoluzioni contro il potere hanno usato la retorica come pilastro fondante dei sistemi per la creazione del consenso. Io amo la retorica altisonante, credo possa essere reinventata in chiave moderna e adattata a nobili scopi. E mi piace anche rispondere alla retorica con la retorica di segno opposto.
Poi è ovvio che c’e’ in giro come sempre molta retorica vomitevole e di infimo livello culturale, però, a pensarci bene, c’è una poetica anche nel trash.

Detto questo, parto con la mia modesta calvacata retorica sulla duomata in faccia al Berlusca:

Berlusconi è colpito. Sale in macchina sanguinante. Poi, torna fuori. Offre alla folla l’immagine del martirio, appronta lo sguardo in modalità leone ferito. L’istinto dell’uomo di spettacolo ha il sopravvento sull’istinto di conservazione.
Sicuramente ha avuto la prontezza di iniziare da subito a sfruttare la cosa a suo vantaggio, e sicuramente sarà quello che farà con molta forza appena si sarà rimesso.

Però, in queste ore mi agita un pensiero, come un’intuizione vaga che s’insinua: l’uomo di plastica sanguina come tutti gli altri.
Personalmente la cosa mi non sorprende affatto, ma cosa avviene nella mente dei suoi adepti? Cosa si agita nel loro subconscio?

L’insossidabile si ossida. Il sorriso perenne è spezzato, trasformato in una smorfia ripugnante.
Berlusconi ferito è il contario di Berlusconi, è il suo ritorno alla terraferma, come se il sangue e la carne di cui tutti siamo fatti rivendicassero prepotentemente la loro precarietà.
E’ la livella di Totò: poveri e ricchi, schiavi e potenti, sanguiniamo tutti in modo identico.

Mi viene in mente quel filmaccio che è “300”, la scena dove la lancia di Leonida scalfisce il volto del Re-Dio Serse. La ferita è lieve, niente di grave, ma è l’inizio della fine: il Dio sanguina come tutti, il Dio morirà come tutti, il Dio è fallace come tutti.

Il Dio non è Dio: è un debole e fragile uomo. Niente di speciale: se ne può benissimo fare a meno.

5 commenti

Archiviato in Robapesante

5 risposte a “Il sangue dell’uomo di plastica

  1. Perennemente Sloggata

    Ha visionato il video di youtube:

    cosa ne pensa?

  2. Ne penso qualunque cosa tu preferisca, l’importante è che smetti subito di darmi del Lei. 😉

  3. Perennemente Sloggata

    Ok, cosa ne pensi?😀
    Posso linkarti?

  4. ricordati cos’è successo nei fumetti in America. Eroi (1940-50) che lasciano il posto a eroi umanizzati (de-costruiti) (1970). La storia è già scritta dall’evoluzione dei personaggi per seguire le necessità del mercato che li comprava. Qui alcune fonti: http://en.wikipedia.org/wiki/Superhero#History_of_American_superheroes_in_comic_books

  5. @simo: porcavacca, non ci avevo pensato.

    @Perennemente Sloggata: si puo’ parlare di complotti quanto si vuole. L’importante è non scriverne finchè non ci siano prove evidenti.
    Poi, certo che puoi linkarmi (ovunque tu desideri).

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