Dialogo immaginario tra Brad Pitt e George Clooney (recensione inside)

Pitt: tu sei un attore da salotto. Per esempio non avresti mai il coraggio di recitare in un film molto pulp.

Clooney: Senti chi parla, se in Pulp Fiction prendevano te al posto di Travolta, diventava un film comico.

Pitt: Ah, smettila. E tu allora?

Clooney: Io un film pulp posso farlo. E lo farò davvero! Scommetti?

Pitt: Ok, scommettiamo. Io cerco un film pulp anche per me, e poi vediamo chi sarà risultato più bravo e più credibile.

Clooney: Ok, affare fatto. Ne riparliamo appena avremo finito di girare.

Tempo dopo si incontrano di nuovo:

Clooney: Sei una merda, Brad. La solita merdina. Io, ripeto: IO ho fatto un film pulp: Ho recitato da protagonista in Dal Tramonto all’Alba, un filmaccio dove mi inzacchero tutto di sangue mentre spappolo vampiri. Tu, invece hai barato spudoratamente.

Pitt: Cazzo dici, io ho fatto Inglorious Bastards, diretto dal re assoluto del pulp. (Tarantino, ndr)

Clooney: See… e quello me lo chiami pulp? Hai barato, stronzone. Il mio era pulp, il tuo è una roba apologetica (parola detta senza saperne bene il significato, ndr). Insomma, nel mio (Dal Tramonto all’Alba, ndr) c’è tutta una storia di due rapinatori, uno stronzo psicopatico (Tarantino) e l’altro stronzo e basta (io) , che ammazzano qua e là e poi prendono in ostaggio un pastore anglicano (o evangelico, o mormone o che cazzo ne so) e la sua famiglia (compresa una ragazzina con zoccolaggine in itinere). La storia si intreccia, i rapporti tra i personaggi ispessiscono, e ad un certo punto sembra logico a tutti (il pubblico) che la forza morale e la grande fede in Dio del Pastore (Harvey Keitel, mica cazzi) avrà il sopravvento sulla violenza, riuscirà a convertire il Male in Bene, e tutti vivranno felici e contenti in Messico ritrovando fede, speranza e carità. E invece no. Manco per il cazzo.  Cioè, che cazzo di Pulp era se andava giù così lineare e moraleggiante?  Di colpo il film svolta, capito? Si finisce in locale che è una specie di bordello satanico, con Tito & Tarantula (sono già un cult, Tito & Tarantula) che suonano torsi umani macellati al posto di chitarre, e uno stuolo di Vampiri assurdi, roba da filmaccio anni ’70, che non c’entrano veramente un emerito cazzo, e gli attori sbudellano e trafiggono vampiri per una buona mezz’ora di bassa macelleria. Alla fine rimaniamo vivi solo io e la ragazza, e quello stronzo del pubblico già si immagina il nuovo lieto fine (perchè il pubblico si sa, c’ha il tic mentale del lietofine obbligatorio) con me e la ragazza pruriginosa che trombiamo coi lumini accesi o almeno (versione pudica della stessa cosa) fuggiamo insieme in decapottabile coi capelli che svolazzano. E invece niente, di nuovo niente. Fanculo al pubblico: la ragazza la lascio sola nella radura brulla e che si fotta. Capito?
Questo è un film pulp, non il tuo cazzo di Bastardi Senza Gloria.

Pitt: E dai, anche il mio è pulp, perchè leviamo gli scalpi ai nemici e poi c’è uno colla mazza da baseball che sfracella i crani ai tedeschi. E poi è di Tarantino, quindi è Pulp. Punto.

Clooney: A parte che tu in quel ruolo sei credibile come Chuck Norris nelle parti che fa (ovvero zero!), e su questo posso sorvolare. Ma insomma, tu hai fatto un filmone Holliwodiano al 100% , altro che pulp. Perchè vedi, il tuo la moraletta ce l’ha eccome, e non svolta mai. La tiene in piedi dall’inizio alla fine. Tira avanti per due ore e quaranta la sciocca teoria che, se avessimo fatto un po’ di più gli americani e un po’ meno gli inglesi in quel conflitto, la guerra sarebbe finita due anni prima. Insomma, sarebbe stato bene essere più bastardi: avremmo goduto di più a fargliela pagare davvero a ‘sti nazisti e avrebbe pure funzionato meglio. A parte che è una boiata storica, perchè chi ha scritto quella sceneggiatura infantilesca si dimentica che siamo stati bastardissimi, e all’ennesima potenza, perchè il bombardamento a tappeto di Dresda è stato infinitamente peggio di quelle spappolate di cranio e di quelli scalpamenti.
Siamo stati bastardi il più possibile, che di più non si poteva. Talmente bastardi che pure a guerra praticamente finita abbiamo tirato giù due atomiche (altro che mazze da baseball!) sui giapponesi inermi friggendo come Kentucky Fried Chips qualche decina di migliaia di donne, vecchi e bambini. E poi mi dici che ci volevano i Bastardi? Ma va là, ingenuotto di un Tarantino! In guerra vincono SEMPRE i più bastardi, e infatti la guerra l’abbiamo vinta, perchè appunto siamo stati bastardissimi. (era necessario, perchè appunto, come ho detto, le guerre le vincono i bastardi).

E poi, è vero: agli occhi di un ingenuo scrittore di film hollywoodiani, è assurdo che poi, a guerra finita, si siano concordati lasciapassare e salvacondotti per il sudamerica per tanti, troppi gerarchi nazisti furbetti. Era meglio essere bastardi e incidergli una svastica sulla fronte, così li avrebbero riconosciuti sempre, ecco.
E invece no, perchè noi, nella realtà siamo stati più bastardi dei bastardi. E i salvacondotti non li abbiamo mica dati perchè siamo stati signorili e cavallereschi (è la tesi che lascia intendere il film). No, noi abbiamo salvato i nazisti perchè, da buoni bastardoni professionali, già pensavamo al prossimo nemico, al nemico bolscevico che si affacciava. E allora, chi è più anticomunista di un nazista? Abbiamo qua un gran numero di ottimi ufficiali nazisti ferocemente anticomunisti e pronti ad aiutarci contro il nuovo nemico, e che facciamo li fuciliamo? Li marchiamo a fuoco sulla fronte? Ma va là, noi siamo bastardi, bastardi veri: ce li teniamo amici, che tornano utili come agenti segreti, come coordinatori di azioni sotterranee, e chissà che altro, no?
Guarda che Tarantino stavolta ha toppato: non ha fatto un film pulp, un film che esorcizza la violenza al punto di destrutturarla, di renderne evidente l’inutilità, l’assurdità intrinseca. Non ha fatto nulla di quello che ha fatto del Pulp Tarantiniano un genere alto, artistico. No. Ha fatto la cacatina all’americana. E poi ti aspetti che da un momento all’altro la guasta, lo rompe questo idillio moralistico e infantile, e invece no, tira dritto fino in fondo credendoci davvero, insomma, si prende sul serio. Capisci? Inglorious Basterds è un film che si prende sul serio, quindi non è un film alla Tarantino. Non è pulp. Non vale un cazzo (anche se tecnicamente è fatto anche molto bene) e tu hai perso la scommessa!

Pitt: Ma vaffanculo. Guarda te se mi devi fare ‘sta predica. E poi la scommessa non l’ho persa, al limite è pari, o proprio al limite non è più valida. E se mi fai incazzare vado a dire in giro che sei frocio.

Clooney: Noooo! Non farlo, ti prego, che poi il mio manager si rimette a insistere che mi devo chiavare in pubblico quell’italiana, quella Canalesi… o come cazzo si chiama!

1 Commento

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Una risposta a “Dialogo immaginario tra Brad Pitt e George Clooney (recensione inside)

  1. Johnf403

    Awesome article post.Thanks Again. Much obliged. ekkfadeedced

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