Archivi del mese: settembre 2009

Magra consolazione

Meno male che c’è qualcuno che si sente esattamente come mi sento io.

Poiché per me la sua luce è terribile e la sua bellezza immortale mi estenua, dove sto, Italia, è un luogo che ho disimparato ad amare. Cieco tra ciechi mi muovo come le immagini note agli scrittori, e che ormai mi sfiancano: un felino in attesa dell’assalto, proprio o dell’animale avversario; una talpa che rientra con cautela nel terriccio smosso e umido della tana, sporgendo il muso nero e lucido; una blatta inconsapevole che percorre il cono d’ombra proiettato dalla suola di scarpa che grava da sopra, prima dello schiacciamento, del luccichio finale dell’esoderma. Sono un mammifero esausto nella luce terribile italiana.

Da “Italia De Profundis” – di Giuseppe Genna

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Cronache dalla fine del mondo/1

Da tempo ho un’idea fissa: scrivere una raccolta di racconti apocalittici. In pratica una serie di brevi cronache che, partendo da situazioni e avvenimenti immaginari, completamente differenti l’uno dall’altro, abbiano in comune una sola cosa: l’epilogo degli epiloghi, ovvero, la FINE DEL MONDO.

Inizio oggi pubblicando un vecchio racconto di fantascienza, scritto tempo fa. Questo per focalizzare l’atmosfera, poi a breve potrei anche iniziare a scriverne di nuovi e a pubblicarli qui sul blog. (Sempre che l’ignavia e l’indolenza che mi perseguitano non abbiano per l’ennesima volta la meglio sulla mia determinazione, eh.) Continua a leggere

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Anche la prudenza puo’ essere troppa

Quando ho iniziato ad essere così prudente? L’eccesso di timore per le conseguenze di ogni singola azione è distruttivo, invalidante.
Comunque oggi, nonostante le pochissime ore di sonno(*) non è andata malissimo: me la sono cavata. Temevo di essere stato irritante e un po’ violento con F. ieri sera, invece stamattina mi ha sorriso come sorride chi ti vuole bene. O forse è tutta una sega mentale mia, forse lei sorride sempre allo stesso modo e io invento differenze e sfumature. Oppure è vero il dubbio che mi è balenato nel cervello in quel momento: sarà forse che lei mi preferirebbe un po’ più stronzo?
In ogni caso ho pur sempre la mia empatia patologica, nel senso che se mi concentro riesco a captare distintamente gli stati d’animo di chi mi è vicino. Ultimamente però non metto più bene a frutto questa specie di dote, anzi, tendo a sperimentare solo i lati negativi della faccenda. E’ come un’arma a doppio taglio: puo’ darti grandi vantaggi oppure crearti enormi problemi.  Devo assolutamente sforzarmi di tornare a sfruttare proficuamente questa strana cosa, ma il vero problema è sempre il solito: trovare un valido motivo per mettere dell’impegno nelle cose che faccio.

(*) Le poche ore di sonno sono dovute al fatto che ho voluto vedere fino alla fine “Il curioso caso di Benjamin Button“. Buon film, storia piacevole e attori in stato di grazia. Però Brad Pitt mi irrita sempre un po’ con quel suo sguardo che sembra dire “Potrei anche stare zitto e farei bella figura lo stesso”. Che poi è vero, quindi fanculo, bastardo.

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La guerra non è un pranzo di gala

Oh, insomma. Una cosa deve essere chiara e netta per tutti: in guerra si muore. La notizia, vista nella giusta prospettiva, non ha nulla di eccezionale.

L’orrore, in guerra, è ordinaria amministrazione.

Seconda cosa: le azioni di guerriglia contro i miliatari occupanti si chiamano azioni di guerra, non attentati . Continua a leggere

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Pesi sullo stomaco

Al pomeriggio sempre un po’ di peso sullo stomaco, anche quando mangio leggero. Non ho visto C. da ieri, non è la prima volta ma chissà perchè oggi mi manca un pezzo di me stesso. Ieri notte G. dormiva col suo solito sorriso: il più bel sorriso del mondo.
Ah, comunque il vero problema è lo stomaco che si ribella. Gli occhi diventano ruvidi e sento un pizzicorìo nella zona dei baffi (non ho baffi, ma la zona è quella lì).
D. come al solito sprigiona energie diagonali incontrollabili. Micidiale anche per un bradipo come me. Ma il vero problema è accettare che è tutto qua, accettare che c’e’ solo lo stomaco pesante e quall’altra decina di cose. Punto.
E poi c’è l’annoso problema di accettare anche me stesso*. Qui casca l’asino!
Siamo ancora lontani, ragazzo.

*Se almeno sapessi chi diavolo sono, sarei già un passo avanti verso l’accettazione.

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Ah, la spada di Damocle

Vendetta, tremenda vendettaE’ divertente, proprio divertente. Tutti sanno che la tremenda vendetta dei Vescovi arriverà. Senza fretta, senza troppo clamore ma implacabile, definitiva e  risolutiva. La cosa più esilarante è notare come, in effetti, questo terribile evento non abbia neppure davvero necessità di palesarsi: è sufficiente la sua latenza, la consapevolezza dell’ineluttabilità dell’evento, per sortire effetti.
Vedi gente che si smarca, che svicola, che addocchia l’uscita di sicurezza. Si odono rumori di sega e di martello: c’è chi si costruisce la zattera anti-naufragio. C’è chi recita passi del catechismo a mo’ di messaggio in codice: mi dica, sua eccellenza, dica una sola parola, e io sarò salvato.
La furberia italica è più realista del re: gioca d’anticipo, si sa mai. Meglio salvare il culo adesso, in tempi di mare calmo. Il passaparola è tacito: sembra un linguaggio dei segni e degli sguardi, ma è lingua comune, condivisa. Tutti sanno già come andrà a finire. Ormai è andata, il resto verrà da sè. Pazienza, ancora un po’ di pazienza e ci sarà da divertirsi.

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Doppio zero e cinquantatrè

Cazzo, è quasi l’una di notte. Le zerocinquantatrè, per la precisione. Stanotte C. sta a dormire da un’amica e G. è sola. F. dorme da un po’. Le collane non sono la sua passione. Avrei dovuto saperlo, certo, come al solito. Le collane si infilano nelle maglie a girocollo, o penzolano dalla scollatura, chinandosi. A volte il ciondolo si gira, mostrando il lato brutto.

Anche le persone , del resto, lo fanno. Ho visto persone insospettabili mostrare il lato brutto. Spesso è solo un attimo, un nanosecondo, e anche gli angeli mostrano i denti aguzzi e gli occhi iniettati. Solo ai bambini non succede mai.
Nasciamo puri, belli e innocenti. Poi non è vero che crescendo maturiamo: iniziamo da subito a marcire.

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