Glamour giudiziario

Dopo diverse visite, ormai posso affermare senza tema di smentita che il tribunale di [Omissis…] è un posto pieno di belle e procaci avvocatesse e di brutti e grigi avvocati. E’ così per tutti i tribunali d’Italia?
L’avvocatessa è un genere che mi solletica alquanto. Donna emancipata per antonomasia, si confronta con i molti colleghi uomini, che ostentano la loro indolenza da scafati del mestiere, tendando inutilmente di mascherare un passato da studenti secchioni e sfigatelli.
E’ chiaro che l’Avvocatessa cerca qualcosa in più. La frustrazione è chiaramente espressa dal reggiseno di pizzo che fa capolino tra i due bottoni tesi della camicia, dall’abbronzatura scientifica, dal capello sciolto ondeggiante.
Passa davanti allo stuolo di colleghi uomini con sentimento contrastante: il suo lato professionale è deferente e rispettoso, il suo lato umano li schifa alla grande.
Lei sogna un collega con il cervello di un principe del foro e il testosterone di un boscaiolo. Impossibile.

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