Magra consolazione

Meno male che c’è qualcuno che si sente esattamente come mi sento io.

Poiché per me la sua luce è terribile e la sua bellezza immortale mi estenua, dove sto, Italia, è un luogo che ho disimparato ad amare. Cieco tra ciechi mi muovo come le immagini note agli scrittori, e che ormai mi sfiancano: un felino in attesa dell’assalto, proprio o dell’animale avversario; una talpa che rientra con cautela nel terriccio smosso e umido della tana, sporgendo il muso nero e lucido; una blatta inconsapevole che percorre il cono d’ombra proiettato dalla suola di scarpa che grava da sopra, prima dello schiacciamento, del luccichio finale dell’esoderma. Sono un mammifero esausto nella luce terribile italiana.

Da “Italia De Profundis” – di Giuseppe Genna

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